04122021Ultime notizie:

Lunedì 11 ottobre sciopero Generale del comparto Sanità. FSI USAE, “Portare gli stipendi a 2000 euro netti mensili”

Sassari, 6 ottobre 2021. Lunedì 11 ottobre si terrà lo sciopero nazionale del comparto sanità che vede impegnata attivamente in prima linea la Federazione dei Sindacati Indipendenti FSI USAE. 
Arrivati ormai alla scadenza del triennio 2019-2021, con una trattativa che procede a rilento “riteniamo ci siano tutti i presupposti per temere il peggio ed avviarci cioè verso un rinnovo contrattuale economicamente inadeguato” è la dichiarazione unanime del Segretario Nazionale Adamo Bonazzi, della Segretaria Territoriale Mariangela Campus e della Segretaria Regionale Beatrice Mura
“Riteniamo infatti – prosegue il comunicato – che la somme stanziate siano foriere di aumenti indecorosi per il personale della sanità, che esce con le ossa rotte da un’epidemia ancora in corso e già costretto ad ingoiare il rospo di un precedente CCNL dagli aumenti evanescenti. 
Inoltre, ad oggi, non sembrano esserci i giusti presupposti e la volontà delle parti di prendere atto, nella riclassificazione del personale, della crescita delle competenze e delle specializzazioni che negli ultimi venti anni la legislazione ha imposto alle diverse professionalità nel settore delle professioni sanitarie. Né d’altro canto sembra che con l’attuale trattativa l’agenzia Aran voglia prendere atto dell’inquadramento degli OSS nel nuovo ruolo sociosanitario in modo adeguato.”

Adamo Bonazzi, Segretario Generale della Federazione ha dichiarato a tale proposito:  “Serve rispetto per gli operatori sanitari a cui va riconosciuta una dignità professionale che oggi – nei fatti – viene negata. Assistiamo alle pantomime della triplice, che fa dichiarazioni assurde a cui sa di non poter tenere fede e alle bugie delle false organizzazioni di categoria che addirittura chiedono di spostare la firma del contratto al 2022 perché non sanno come giustificarsi per le fandonie che hanno raccontato ai lavoratori. Con il CCNQ di individuazione dei comparti si poteva procedere a transitare le professioni sanitarie di cui alla legge 42 del 1999 nell’area della dirigenza ma loro non hanno voluto.  Si dicono di categoria  ma la verità è che non sono preparati alla crescita culturale della categoria che vorrebbero rappresentare e subiscono la sudditanza dai medici e quindi vogliono che gli infermieri (e le altre Professioni Sanitarie) restino nel comparto.”  

Le richieste dell’FSI USAE
FSI-USAE dice no ad aumenti ridicoli ed inconsistenti del salario e a finte revisioni di carriera che mettano nuove zeppe sulla testa dei lavoratori, e chiede:  

– aumenti sostanziosi degli stipendi base (2.000 € netti mensili); 
– indennità professionali specifiche per operatori sanitari e socio sanitari; 
– una revisione delle classificazioni con percorsi di carriera aperti e il riconoscimento delle competenze professionali; 
– posizionamento nell’area dirigenziale delle professioni sanitarie.

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