16102018Ultime notizie:

L’FSI-USAE contro la Regione Sardegna: basta far west assunzioni dal Master & Back

Mariangela CampusSassari, 10 giugno 2018.  “In Arpas si assume personale che non ha partecipato a nessun concorso lasciando a casa gli idonei delle graduatorie concorsuali, in barba all’art. 97 della Costituzione per il quale agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso” dichiara Mariangela Campus, la componente della Segreteria Nazionale USAE con una nota inviata al nuovo ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, all’Ispettorato alla Funzione Pubblica ed ai vertici della Regione. 

La Campus chiede un intervento urgente per bloccare subito lo scandalo derivato dalla determinazione  A.R.P.A.S. n°709/2018 del 05/06/2018 relativa all’assunzione di personale a tempo indeterminato dal programma Master & Back, non più in servizio da dicembre 2013.

“Segnaliamo – spiega la lettera inviata al neo Ministro –  l’anomala situazione venutasi a creare nell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna, e ci rivolgiamo anche all’Ispettorato per la Funzione Pubblica ai sensi dell’art. 60 comma 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i. che gli conferisce compiti di vigilanza sulla conformità dell’azione amministrativa, con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, oltre che sull’osservanza delle disposizioni inerenti il controllo dei costi”.

La Campus spiega che “viene negato un contratto a tempo indeterminato tramite scorrimento delle graduatorie vigenti (o stabilizzazione) ai dipendenti dell’ARPAS presenti tutt’ora in servizio a tempo determinato, che sono tra l’altro idonei ai pubblici concorsi e già in servizio da vari anni, sempre precari; al loro posto invece vengono assunti dei biologi/naturalisti non idonei ad alcun concorso ARPAS, ma che nel 2012 hanno terminato in Sardegna presso la stessa agenzia, un percorso formativo retribuito chiamato “Master & Back” di due anni, a cui è seguito un incarico retribuito di un ulteriore anno e mezzo cessato nel dicembre 2013.

“Nonostante la validità in corso di ben 4 graduatorie categoria C e D (Det. ARPAS n. 133 del 16/06/2010, n. 135 del 17/06/2010, n. 153 del 09/07/2010 e n.166 del 04/08/2010) e di ben 8 precari presenti in servizio in seguito a rispettivi concorsi pubblici per chimici, biologi, periti industriali, l’Agenzia sta procedendo in questi giorni all’assunzione di tempo indeterminato di undici (11) unità personale cat. D, quasi tutti biologi/naturalisti non vincitori e non idonei ai concorsi. In questo caso verranno meno i diritti per l’accesso al pubblico impiego – e tanto più ad un impiego stabile –  per chi è risultato idoneo ad un concorso pubblico a tempo indeterminato. Tutto questo si evince dalla determinazione ARPAS n. 709/2018 del 05/06/2018 ed è in palese contraddizione con l’art. 97 della Costituzione”.

“Si ritiene che, dopo anni di attesa per sblocco del turnover e patti di stabilità, i dipendenti ARPAS precari stiano subendo una irrazionale lesione dei diritti per l’accesso al lavoro, sia nell’immediato che anche nel futuro: la messa in ruolo di un numero così elevato di unità della stessa figura professionale, andrebbe a saturare la disponibilità della pianta organica per i prossimi trent’anni, a meno che l’ARPAS non intenda tenere in servizio gli 8 precari ed in più gli 11 tirocinanti del Master & Back con aggravio di costi”.

“Ci si domanda se i concorsi pubblici (comprensivi di prove preselettive, prove scritte, orali, di lingua straniera, prova informatica e valutazione dei titoli) abbiano ancora valore o l’accesso al lavoro pubblico a tempo indeterminato sia riservato solo a chi accede ad un percorso formativo presentando dei titoli, ed al massimo sostenendo un colloquio”.

“Si evidenzia, inoltre, che gli ex tirocinanti del Master & Back non hanno i requisiti del Decreto legislativo 75/2017 che prevede il superamento del precariato, perchè a tutt’oggi non sono precari. Così facendo si condannano i precari ARPAS a rimanere ancora tali nonostante siano idonei nelle graduatorie concorsuali. 
Chiediamo, pertanto, un intervento urgente nei confronti dell’ARPAS per ripristinare il diritto dei lavoratori precari presenti in servizio come da normative vigenti. Questo scandalo deve finire”.

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