Sono obbligato ad andare in pensione? La risposta non è per nulla scontata

I dipendenti pubblici e privati si domandano se sono obbligati ad andare in pensione maturati i requisiti della pensione di vecchiaia? Ecco la risposta che cercavi.

Tutti i lavoratori possono uscire dal mondo del lavoro al compimento dei 67 anni con venti anni di contributi versati. Possono o devono? I cittadini si dividono in due tipologie di lavoratori. Quelli che attendono il momento del pensionamento pensando che sia l’inizio di una nuova vita da dedicare alla famiglia e agli hobby e quelli che vorrebbero che tale momento non arrivasse mai.

Andare in pensione è obbligatorio?
La pensione è un obbligo per i lavoratori – Ossinotizie.it

I secondi vogliono continuare a lavorare per svariati motivi come incrementare l’importo dell’assegno pensionistico futuro oppure continuare ad avere una vita sociale e un impegno al di fuori del quale non ci sarebbero opportunità. Ma è davvero obbligatorio andare in pensione?

Andare in pensione: la differenza tra pubblico e privato

Il sistema pensionistico italiano prevede vari scivoli per lasciare il lavoro, ognuno con requisiti da soddisfare (anagrafici e/o contributivi). Citiamo la pensione per precoci con 41 anni di contributi di cui uno versato prima dei 19 anni di età, Opzione Donna per il pensionamento a 60 anni di età (59 con un figlio e 58 con due figli) e 35 di contributi e Quota 103 che permette di lasciare il lavoro a 62 anni di età con 41 anni di contribuzione. Si tratta di forme riservate ad alcune categorie mentre per tutti c’è la pensione di vecchiaia.

I dipendenti privati non hanno l’obbligo di pensionamento raggiunti i 67 anni di età (pensione di vecchiaia). Possono continuare a svolgere l’attività fino al compimento dei 71 anni, età in cui scatta il pensionamento forzato e il licenziamento ad nutum ossia senza obbligo di motivazione.

lavoratore pubblico e privato quando deve andare in pensione
Quando il lavoratore può decidere di andare in pensione – Ossinotizie.it

Condizione necessaria per la legittimità del licenziamento è che il trattamento venga erogato subito dopo la cessazione del rapporto lavorativo. Prima dei 71 anni, invece, il datore di lavoro non può obbligare il dipendente privato a lasciare il lavoro. La decisione spetta unicamente al lavoratore.

I dipendenti pubblici, invece, devono accettare che alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia scatti in automatico la cessazione del servizio con conseguente accesso alla pensione. L’unico caso in cui il lavoratore potrebbe continuare a lavorare è non avendo maturato i 20 anni di contributi al compimento dei 67 anni.

Occorre considerare, inoltre, il pensionamento d’ufficio al compimento dell’età ordinamentale – 65 anni – con il dipendente pubblico che non può scegliere se continuare o meno a svolgere l’attività lavorativa. E, infine, c’è il caso del lavoratore che ha maturato i requisiti di accesso alla pensione anticipata (42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne) ma non ha ancora compiuto i 65 anni. Sarà l’amministrazione a decidere se interrompere oppure no il rapporto di lavoro.

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