Sono davvero inutili e non aumentano per niente la concentrazione: attenzione agli stimolanti

I farmaci stimolanti sono sempre più utilizzati per migliorare le performance di lavoratori e studenti che devono sostenere ritmi serrati, ma sono un inganno?

Tra i più utilizzati in assoluto compaiono il metilfenidato (più conosciuto come Ritalin) e l’anfetamina (commercializzata con il nome di Adderall). Questi farmaci sono stati formulati e vengono prescritti con lo scopo di trattare l’ADHD, cioè disturbi dell’attenzione che nei casi più gravi possono rendere impossibile lo svolgimento di una vita normale.

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Sono davvero inutili e non aumentano per niente la concentrazione: attenzione agli stimolanti-Ossinotizie.it

Il problema, come accade sempre in questi casi, è che farmaci formulati per scopi specifici vengano utilizzati in maniera impropria. Spesso gli studenti li utilizzano senza un rigoroso controllo medico per migliorare le prestazioni accademiche e così fanno anche quei lavoratori che hanno bisogno di mantenere alta la soglia della concentrazione per molte ore allo scopo di massimizzare la loro produttività.

Ritalin e Adderal sono estremamente diffusi nel settore della finanza e della programmazione, dove si concentrano lavoratori che necessitano di mantenere lucidità e attenzione altissime per lunghi periodi.

Esattamente come accade per l’uso di qualsiasi altra sostanza psicotropa, l’utilizzo e l’abuso di stimolanti possono provocare effetti molto dannosi sulla salute tra cui ansia e nervosismo estremi, aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna elevata, disturbi del sonno, perdita di peso e problemi mentali come paranoia e psicosi. L’uso cronico può portare a dipendenza, danneggiando il sistema cardiovascolare e il benessere generale.

Perché gli stimolanti non servono a niente?

C’è da dire che il problema dell’abuso di stimolanti è davvero grave principalmente negli Stati Uniti, dov’è piuttosto semplice avere accesso a questo tipo di farmaci. In Italia, fortunatamente, è possibile acquistarli soltanto potendo presentare una specifica prescrizione medica, ma il problema (almeno a livello potenziale) esiste.

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Ma servono veramente gli stimolanti? -Ossinotizie.it

Un recente studio condotto nel Regno Unito ha però dimostrato che l’efficacia degli stimolanti su cervelli che funzionano normalmente e che non hanno alterazioni legate al disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, è puramente illusoria.

Lo studio ha esaminato le prestazioni mentali di volontari che hanno assunto stimolanti confrontandole con quelle di persone che hanno lavorato per lo stesso numero di ore ma senza assumere sostanze.

Coloro che avevano assunto stimolanti avevano lavorato di più, più velocemente e più a lungo ma con risultati peggiori rispetto ai risultati conseguiti da coloro che non avevano assunto stimolanti. In pratica la qualità del lavoro o dello studio svolto sotto stimolanti è peggiore rispetto alla qualità delle attività che il cervello esegue quando non è stimolato da sostanze esterne.Addirittura, coloro che avevano assunto stimolanti vedevano anche peggiorare la propria capacità di problem solving. Insomma, un fallimento su tutta la linea.

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