22092021Ultime notizie:

Opposizione compatta: inconcepibile balzello di 50 euro sulle copie degli atti

albo pretorioOssi. L’opposizione si mostra ancora una volta unita e compatta contro alcune scelte dell’attuale amministrazione. Con una mozione depositata al protocollo in data 5 novembre, i consiglieri Ferdinando Canu, Patrizia Muresu, Gavino Cassano, Sebastiano Solinas, Gian Nicola Manca, Cristiana Sanna e Giovanni Mura, prendendo atto della deliberazione di giunta n. 119 del 2 ottobre, chiedono che il consiglio comunale di Ossi “si esprima con voto unanime a favore dei cittadini ossesi affinché la tassa di 50 euro per atto cartaceo richiesto venga immediatamente abolita nell’interesse della comunità”. La delibera in questione (di cui Ossi Notizie aveva già dato informazione con le Brevi dal Comune del 29/10/2014), è quella avente ad oggetto “Disposizioni in materia di accesso agli atti amministrativi pubblicati sul sito internet” attraverso la quale la giunta municipale aveva deliberato di imporre una maggiorazione dei diritti di segreteria pari ad € 50,00 per le richieste degli utenti interessati di copia, sia cartacea che su supporto multimediale, degli atti pubblicati online, giustificando la scelta con la considerazione che le richieste di copie cartacee da parte dei consiglieri comunali, sempre più numerose, comporta “un aggravio di costi relativi a carta e toner”.
L’opposizione però non ci sta e pone in evidenza il fatto che il diritto di accesso agli atti è garantito dalla legge ed addirittura rafforzato dall’articolo 10 della Legge 69/2009 che recita “L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse costituisce principio generale dell’attività amministrativa ai fini di favorire la partecipazione e di assicurare l’imparzialità e la trasparenza”. Secondo i firmatari della mozione è dunque evidente una “contraddizione tra il fine della legge di favorire la partecipazione ed il preteso versamento di ben 50 euro”. Inoltre, sostengono sempre i consiglieri di minoranza, “è superfluo aggiungere che un simile enorme ed abnorme costo stroncherebbe sul nascere ogni velleità popolare di conoscenza degli atti”, senza considerare il fatto che non tutti i cittadini hanno accesso al mondo dell’informatica. Infine, concludono i consiglieri, l’accesso agli atti in modo tradizionale è consentito dalla legge e “non può essere dal comune ostacolato in maniera così virulenta e ostinata”.

 

What Next?

Articoli correlati

Leave a Reply

Submit Comment


Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.