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Tredici licenziamenti collettivi alla RSA Matida. FSI: “Una dolorosa pagina di cronaca”

Manifestazione FSI USAESassari, 23 novembre 2017. I segretari della FSI-USAE, Mariangela Campus, e del CSA, Marco Cornaglia, denunciano una dolorosa pagina di cronaca e ripercorre le tappe di questa triste e assurda vicenda che vede 13 famiglie nel più totale sconforto in questa isola martoriata dalla povertà e dalla disoccupazione.

La R.S.A. Matida di Sassari, accreditata dalla Regione Sardegna con 42 posti letto, è in regime di convenzione con con la ex ASL Sassari (ora ASSL Sassari e parte della ATS Sardegna) e il 1° luglio 2017 ha ceduto i servizio di assistenza, infermieristico, educativo e di aiuto alla persona, le pulizie, la manutenzione ordinaria, la fisioterapia, la fornitura e il lavaggio della biancheria, l’approvvigionamento dei farmaci, la mensa in appalto alla SIT Consorzio Cooperative Sociali; nello specifico l’incarico è stato affidato alla società cooperativa sociale Endomos, una onlus di Firenze (facente parte del suddetto consorzio).

Nella fase antecedente la cessione dei suddetti servizi alla cooperativa, la Matida Srl in data 23 giugno 2017 ha convocato le organizzazioni sindacali e ha messo sul tavolo un verbale di accordo sindacale contenente l’obbligo  di dimissioni volontarie dei dipendenti con conseguente rinuncia ad eventuali contenziosi per differenze retributive per mansioni superiori svolte per anni e non riconosciute economicamente. In tal modo i dipendenti avrebbero perso tutti i diritti acquisiti compresa la tutela dell’articolo 18 della Legge 300/1970, ma avrebbero avuto la promessa di una assunzione ex novo nella  nuova cooperativa fiorentina.

Questo verbale di fatto  mette spalle al muro i dipendenti. Riassunto in un’unica ed esemplificativa frase suonerebbe così “Se ti dimetti volontariamente, ti faccio assumere nella cooperativa, ma perdi tutte  le  tutele acquisite; se non ti dimetti, ti licenzio”. Questo il chiaro messaggio dato sia ai sindacati che a tutti i lavoratori.

I segretari della FSI-USAE, Mariangela Campus, e del CSA, Marco Cornaglia, unitamente ai lavoratori hanno rispedito al mittente queste indecenti proposte e a tutela degli stessi lavoratori hanno chiesto con forza alla Matida Srl con un atto scritto il  passaggio diretto alla cooperativa  Endomos, così come stabilito dall’art 2112 del Codice Civile che salvaguarda e tutela il lavoratore.

Purtroppo tre sigle sindacali hanno siglato l’indegno accordo, abbandonando di fatto i lavoratori al loro destino, compresa quella sigla sindacale che ha fatto per anni dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori il suo  cavallo di battaglia. In sostanza, si predica bene e si razzola male.

Si sono succeduti diversi incontri tra le parti in presenza dei lavoratori senza nessun costrutto in quanto nel frattempo la Matida Srl, con forti pressioni nei confronti dei lavoratori, ha convinto il 50% del personale dipendente alle dimissioni volontarie garantendo una successiva assunzione nella cooperativa, ma facendo perdere di fatto tutte le tutele acquisite dopo decine di anni di servizio. Tredici lavoratori non hanno ceduto al ricatto e non hanno firmato dimissioni

Il 12 luglio 2017la R.S.A. Matida Srl apre il procedimento di licenziamento collettivo ed  in fase istruttoria davanti alla Direzione Territoriale del lavoro di Sassari dichiara che la struttura “ha una storia travagliata e da anni una situazione finanziaria difficoltosa per raggiungere il pareggio di bilancio e si vede costretta a cedere servizi in appalto alla cooperativa”. Quanto dichiarato va in netta contraddizione coi bilanci pubblici del Matida Srl che certificano un’azienda finanziariamente in salute. Infatti,  pare che sia stato concesso loro un fido bancario per sostenere le spese di ristrutturazione della struttura, per mantenere lo stabile a norma di legge e per la concessione dell’accreditamento della Regione Sardegna. Ciononostante mantiene alle proprie dipendenze un medico e un direttore di struttura per tenere in piedi l’accreditamento con la ASSL Sassari/ATS Sardegna, ma per assurdo nel  procedimento di licenziamento collettivo dichiara 13 esuberi di personale sanitario. Gli stessi 13 che si sono rifiutati di firmare le dimissioni volontarie colpevoli di aver chiesto il  passaggio diretto a tutela dei loro diritti sanciti dalla legge.

Il 3 novembre si è conclusa la procedura di licenziamento collettivo con un verbale di mancato accordo che ha visto le sigle FSI-USAE e CSA combattere con tutte le forze con atti e documentazione improntate a tutelare i diritti dei lavoratori. Il fatto vergognoso è la consegna delle lettere di licenziamento anche ai dipendenti Matida Srl in congedo per legge 104, in aspettativa e in malattia ben sapendo che tale procedimento è arbitrario.

In questo gioco di scatole  cinesi  e di passaggi poco chiari di servizi tra cooperative, evidenziamo che oggi 13 lavoratori si ritrovano dentro un vortice che li vede cacciati dal loro lavoro dopo anni di  servizio. Di tale situazione sono stati già informati sia l’Assessorato alla Sanità regionale sia la ATS Sardegna e la FSI-USAE e il CSA hanno chiesto di essere  convocati per verificare la regolarità della cessione dei servizi sanitari in appalto e il rispetto degli standard del personale.

Le segreterie FSI-USAE e CSA daranno battaglia con i loro legali in tutte le sedi istituzionali affinché questi lavoratori vengano reintegrati al più presto nel loro posto di lavoro e non si escludono eclatanti azioni di protesta per rivendicare il diritto al lavoro.

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