24012020Ultime notizie:

Tossilo, ieri una manifestazione per dire l’ennesimo no all’inceneritore

dsc_1339Sassari, 30 ottobre 2016. A Tossilo, Macomer, erano in tanti ieri a manifestare la loro contrarietà per la sospensione da parte del Consiglio di Stato della sentenza del Tar Sardegna che blocca la realizzazione dell’imponente impianto di circa 50 milioni di euro voluto dalla Regione e dal consorzio industriale a Tossilo.

Pigliaru e la sua giunta hanno dimostrato di non avere nessuno scrupolo ad impugnare una sentenza del Tar, ad andare contro il volere dei cittadini sardi che già si erano espressi contro. Un film già visto, quello di ieri mattina.
Una puzza pestilenziale accoglie i manifestanti e fa già capire la salubrità dell’aria che si respira attorno all’impianto. Poco prima delle dieci, a monitorare i primi contestatori, ci sono carabinieri e poliziotti poi, a scaglioni, cominciano ad arrivare tutti coloro che hanno aderito alla protesta promossa dal movimento Libe.r.u. e dal Comitato 14 dicembre, cui hanno aderito oltre quaranta associazioni, movimenti politici indipendentisti, comitati di difesa dell’ambiente, diversi sindaci e rappresentanti del territorio e semplici cittadini. Alla fine si contano circa 300 persone. Arriva qualche camion dell’immondizia e gli odori si confondono, molti indossano una mascherina o si coprono il naso con la mano, nel tentativo (vano) di fronteggiare il tanfo. Inizia il comizio in cui intervengono vari esponenti politici.

Pierfranco Devias, leader di Libe.r.u., afferma che «Dalla Regione vogliono farci credere che questo ampliamento porti dei posti di lavoro, che questo sia sviluppo, ma anche se ci fossero degli occupati in più, nessuno parla dei posti di lavoro che andrebbero persi, quelli degli agricoltori del circondario». Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera, continua domandandosi «Come mai in Sardegna è possibile far passare tutto? Gli inceneritori sono già sanzionati e messi al bando dalla stessa Comunità Europea, in quanto considerati “pratiche criminali” per la salute delle popolazioni. Queste “pratiche criminali” in Europa e in Sardegna sono un danno per la salute delle nostre collettività, dell’ambiente e delle stesse economie locali.»

Sono in tanti a prendere la parola, tra cui Vincenzo Migaleddu, presidente dell’associazione Isde, Medici per l’Ambiente Sardegna, Mauro Aresu del comitato Non bruciamoci il futuro, Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione Indipendentzia; molto incisivi i discorsi dei sindaci Omar Hassan e Mariangela Barca (rispettivamente primi cittadini di Modolo e Sarule). Hassan propone di creare una rete tra tutti i comuni della Sardegna, chiedendo a tutte le amministrazioni di quotarsi con 500 euro, in modo da poter sostenere le spese legali necessarie a contrastare gli effetti di questo ricorso. Mariangela Barca ha precisato che Il ricorso della Regione al Consiglio di Stato è un vero atto di prepotenza.

Tutti sono concordi nel chiedere un nuovo modello di sviluppo, di considerare le nuove tecnologie all’avanguardia nel resto del mondo riguardo il riciclo e la raccolta differenziata, si sente l’esigenza di vedere realizzate opere che rispecchino i bisogni della Sardegna, visto che il nuovo inceneritore sarebbe utilizzato per smaltire rifiuti che arriverebbero da tutte le parti d’Italia, specie da quelle Regioni che hanno dimostrato da tempo di non essere in grado di saper gestire lo smaltimento della propria immondizia, al contrario della Sardegna, Regione virtuosa per quel che concerne la raccolta differenziata.

Si sente davvero la necessità di respirare un’aria diversa, fresca.

Di seguito una raccolta di foto scattate durante la manifestazione

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