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Sassari. Gravi carenze di infermieri, la denuncia dell’FSI

Mariangela Campus 16122017Sassari, 16 febbraio 2018. “Condizioni di lavoro critiche, rischiose ed usuranti per il personale del reparto di Medicina d’Urgenza O.B.I. di Sassari a causa della grave carenza del personale infermieristico e OSS, pressato da pesantissimi carichi di lavoro che si esprimono in una risposta assistenziale gravosa ed al limite dell’errore. È urgente intervenire per salvaguardare e tutelare la salute dei pazienti e dei dipendenti che, viste le pesanti condizioni lavorative, non riescono a garantire appieno un’assistenza idonea e congrua a tutti gli utenti”, spiega con decisione la Segretaria dell’FSI USAE, Mariangela Campus.
La Campus evidenzia soprattutto la palese difficoltà del personale in servizio nel soddisfacimento dei bisogni primari della persona e nel garantire un’adeguata assistenza infermieristica a tutti i degenti. Per questi motivi ha scritto immediatamente al Direttore Generale, Dott. D’Urso, al Direttore Sanitario Orrù, al Responsabile del Servizio Prof. Sanita Dott.ssa Brocchi e al Responsabile U.O. di Medicina d’Urgenza O.B.I. il Dott. Oppes.

“La grave situazione del reparto di Medicina d’Urgenza O.B.I. – spiega nella lettera – palesa le molteplici criticità e problematiche non più procrastinabili. L’organico è composto da 17 Infermieri di cui alcuni diurnisti, altri con contratto in scadenza a inizio marzo 2018, e altri con L.104/62, ma anche maternità non sostituite, personale precario ormai formato in scadenza di contratto, e infermieri trasferiti in altri reparti mai sostituiti; vi è un Infermiere ogni 10 pazienti (se non presenti bis in medicazione), considerando che quattro posti letto sono riservati ad un’area sub intensiva, in cui il rapporto CPSI/paziente è di 1 a 4. Ed ancora, gli spostamenti dal reparto costringono ad abbandonare i pazienti critici per rispondere all’urgenza della hall ospedaliera e si deve coprire un doppio turno lavorativo se una unità si assenta per malattia. Quando vi è una notte scoperta da un terzo operatore, questo viene sostituito dalle prestazioni aggiuntive che, in tale reparto, non riescono ad eseguire un’assistenza completa, caricando così di doppio lavoro il personale in turno.”
È palese che tali circostanze portino a elevati rischi dovuti ad errori nell’assistenza e che non rispettino i criteri minimi sulla sicurezza degli operatori sanitari e dei degenti. Per di più ne deriva una difficoltà nella programmazione della turnistica e l’impossibilità di organizzare la propria vita privata.

“Ci si chiede” continua la Campus “il motivo per il quale non si effettui il passaggio al tempo indeterminato degli infermieri e degli OSS che sono in servizio a tempo determinato ormai da anni: tale passaggio sarebbe a costo zero – anzi vi sarebbe un risparmio dato che i contratti a tempo determinato incidono maggiormente nei costi – e verrebbe finanziato con le risorse libere a seguito della cessazione dei contratti a tempo determinato”.
La segretaria territoriale con decisione chiede un intervento celere e risolutore affinché si integri l’organico nel reparto soprattutto perché le criticità evidenziate non permettono di soddisfare appieno i bisogni del singolo paziente – nonché individuo – in un reparto delicato e con un’utenza che presenta numerose patologie ad alto rischio vitale.
Non dimenticando però i lavoratori. “L’Amministrazione deve compiere tutte le azioni necessarie a garantire la salute, la sicurezza e l’integrità psicofisica dei lavoratori ed il rispetto dei diritti degli stessi, nonché il rispetto delle norme in materia di orari di lavoro, di riposi e di lavoro notturno” conclude la Campus.

 

 

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