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Diabetologia dell’Aou di Sassari. Il FIU ne chiede l’immediata riapertura

Sassari, 22 aprile 2017. La chiusura del reparto di Diabetologia dell’Aou di Sassari e le relative conseguenze per chi soffre di questa patologia non possono passare inosservate. Oggi diamo spazio al Fronte Indipendentista Unidu della sezione di Sassari che si esprime sulla questione:

«In relazione a quanto appreso dai servizi di stampa circa la situazione disastrosa in cui verte il reparto di Diabetologia dell’Aou di Sassari, il Fronte Indipendentista Unidu, con questo comunicato stampa, intende richiamare l’attenzione sull’ennesima negazione del diritto alla salute dei pazienti affetti da diabete, ritendendo sia inaccettabile che un intero reparto venga chiuso per l’assenza di specialisti e chiedendone l’immediato ripristino.

Tale diritto è sancito dal “Piano della malattia diabetica” elaborato dalla Commissione Ministeriale Diabete del 2011, per tutte le Regioni a statuto ordinario, speciale e per le Province di Trento e Bolzano, che recita: “il diabete rappresenta, in tutto il mondo sviluppato e, ormai, anche nei paesi in via di sviluppo, uno dei principali problemi di organizzazione di sistemi di tutela della salute”.

Analizzando il caso specifico della Sardegna, emerge che la nostra terra risulta fra le prime cinque regioni per diffusione del diabete e la prima per numero annuale di nuovi casi di tipo 1; inoltre l’incidenza della patologia in fascia infanto-giovanile è di oltre 50 casi per 100.000 abitanti. Quindi si può dire che, solo a Sassari, ci sono circa 65 nuovi casi all’anno. La norma e le statistiche sono disattese nell’erogazione dei servizi a livello locale, sia dalla AOU che dalla ASL n.1.

Lo dimostra, come prima anticipato, il caso di un bambino sassarese che nel febbraio scorso si è improvvisamente visto privato del microdiffusore, perché l’utilizzo era stato concesso per soli tre mesi. In realtà, il dispositivo era stato fornito dall’ospedale Gaslini di Genova, in attesa e con inoltro di apposita domanda, alla Asl di Sassari affinché gli fosse fornito in via definitiva. Al tempo, la risposta della Asl n. 1 è stata che i tempi d’attesa erano molto lunghi e che erano presenti domande inevase dall’anno precedente.

Nei giorni scorsi, il problema si è ripresentato in maniera più estesa, perché dal caso singolo si è passati alla totalità dei pazienti interessati dalla patologia, fatto denunciato non solo dai media, ma anche dalla ADMS Onlus di Sassari. Come ci è stato dichiarato da diversi utenti, siamo venuti a conoscenza del fatto che, sino a poco tempo fa, ci si doveva recare con cadenza trimestrale dal diabetologo per i controlli di routine fissati dal medico, dal quale si veniva presi in consegna, compresi per gli eventuali esami del sangue, a seconda della gravità della malattia, e i tempi non erano lunghi.

Ora invece, non solo questa buona prassi di monitoraggio del paziente si è persa, ma si deve passare per il CUP per fissare un appuntamento o anche per rinnovare il piano terapeutico (compresa la visita oculistica, in quanto complicanza della patologia), con annessi disagi. Allo stato attuale, le uniche risposte che sa dare il CUP agli utenti sono due: chiusura delle agende appuntamenti, con visite fissate sino a luglio; carenza di personale medico.

In risposta alla protesta mediatica del presidente dell’ADMS, la Asl n. 1 ha lanciato un comunicato interno, reperibile infatti soltanto sul sito aziendale “ASL INFORMA”, con spiegazioni non sufficienti a dipanare i dubbi e alleggerire le angosce degli utenti.

L’AOU invece, tace.

Alla luce di quanto scritto sopra, il Fronte Indipendentista Unidu stigmatizza l’ennesimo caso di malagestione della sanità sarda e, in modo particolare, di quella di Sassari e si mette anche a disposizione con i propri militanti, per accogliere eventuali segnalazioni di disservizi e promuovere azioni a salvaguardia del diritto di prevenzione e cura della malattia.»

 

 

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