29112020Ultime notizie:

Pronto Soccorso Oristano, Beatrice Mura (FSI USAE): “Al San Martino l’aria che si respira è sempre più pesante”


Oristano, 21 ottobre 2020. “A fare i conti con le grosse criticità da affrontare è oggi il Pronto Soccorso di Oristano,  a rischio per grave carenza di tutto il personale sanitario: Medici, Infermieri, OSS  ai quali viene chiesto di garantire i turni diurni, pomeridiani, notturni e le reperibilità notturne e festive, saltare i riposi, mettendo a serio rischio il benessere psico fisico dei dipendenti, oltre al clinical risk a cui sono sottoposti.  E’ grande la preoccupazione e lo stress a cui sono sottoposti, ambulanze in fila a fronteggiare un’emergenza che sembra non essere più sotto controllo, come se stesse sfuggendo di mano, il rischio di commettere errori è veramente elevato”. Con queste parole la portavoce dell’FSI USAE Beatrice Mura denuncia la gravità della situazione confidando in un immediato intervento della Regione e del Commissario ATS, del Presidente Commissione Sanità. Criticità troppo vitali per non essere considerate, che vi evidenzieremo di seguito. 
“In fase emergenziale – prosegue Mura – , non mancano le difficoltà nel fronteggiare l’incremento del carico assistenziale: attualmente, infatti, il personale è costretto a lavorare in una situazione che mette in grave pericolo l’ incolumità e quella dei pazienti assistiti e che si fa più precaria di giorno in giorno; 

  • Il  personale di PRONTO SOCCORSO si trova ad affrontare l’emergenza gestionale, che viene addirittura aggravata dalla richiesta di integrazione di posti letto ad un numero di 8; ad oggi, 20/10/2020, sono ospitati, in quella che era stata concepita  area “sporca” per la temporanea accoglienza dei pazienti sospetti Covid, ben 9 pazienti Covid-positivi che non è stato possibile trasferire per la nota indisponibilità di posti letto dedicati in tutta la Sardegna;
    • I pazienti COVID-positivi sono collocati in locali non idonei strutturalmente e logisticamente;
    • I pazienti “sospetti” vengono necessariamente accolti e visitati negli ambulatori del percorso un tempo “pulito”, insieme ai pazienti non sospetti, mettendo a serio rischio la salute dei cittadini e degli operatori, impegnati  a gestire contemporaneamente pazienti potenzialmente infetti e pazienti “sani”, e l’incolumità dei pazienti non infetti;
  • In aggiunta l’ormai cronica e reiterata carenza di DPI fa sì che non tutti gli operatori sanitari ne siano adeguatamente e quotidianamente provvisti, aumentando notevolmente il rischio di contagio ed impedendo  la necessaria e raccomandata sostituzione delle mascherine FFP3 ogni 6 ore lavorative; La pecunia di DPI rende impensabile per il personale “sprecare” gli stessi qualora, durante il turno lavorativo con i pazienti Covid, avessero la necessità di espletare esigenze fisiologiche, per il timore che (come peraltro già capitato più volte) al turno successivo le tute o le mascherine non siano più disponibili;
  • Si ricorda, inoltre, come un unico infermiere non sia sufficiente per prestare assistenza a un tale numero di pazienti, che richiedono assistenza continua e monitorata, e la carenza di personale non consente di prevedere in turno due infermieri dedicati ai pazienti Covid, poichè in ogni turno lavorativo sono necessari:  un infermiere dedicato al pre-triage, uno al triage e almeno due infermieri per le sale mediche. E’ impensabile  mandare avanti un DEA con turni di persone che saltano riposi continuamente, non rispettando la normativa in materia di orario di lavoro. E’ urgente e inderogabile prevedere nuovo personale da assumere;

Inutile precisare come  il carico mentale e fisico accumulato in questi 7 mesi di emergenza sanitaria rischia di avere importanti ripercussioni sull’operato del personale, a serio rischio  di stress lavoro correlato e sulla sicurezza dei malati assistiti, per non parlare del demansionamento a cui vengono sottoposti.
• La gestione di persone assistite in isolamento da contatto e aereo (tipo di isolamento necessario per i pazienti COVID-19) richiedono un carico di lavoro maggiore sia per la vestizione/svestizione che per i DPI,  spesso aventi già molteplici criticità assistenziali di base, sono soggette al susseguirsi di emergenze/urgenze cliniche;

  • Inoltre l’assistenza agli anziani, allettati con decadimento cognitivo, che non possono contare sul supporto dei parenti, poiché è vietato l’ingresso,  richiedono una sorveglianza attiva maggiore per l’elevato rischio di caduta accidentale o per prevenire il pericolo di autolesionismo involontario, dovuto per esempio all’autorimozione di presidi invasivi come cvp, CUV, etc..;
    • La necessaria supervisione dei Parametri Vitali tramite monitor, e loro gestione, posizionati in una zona pulita, registrano i parametri dei pazienti più critici e dovrebbero richiedere una sorveglianza continua spesso non garantita perché il personale è impegnato nell’assistenza diretta dei pazienti e non sufficiente a coprire l’intero carico assistenziale;
  • Il trasferimento delle persone assistite negli altri reparti, ad opera del personale di supporto e spesso anche Infermieristico, riduce ancora il tempo da dedicare all’assistenza diretta ai pazienti e peggiora il disagio del Pronto Soccorso, visto il numero elevato di volte che questo avviene durante un singolo turno.

Chiediamo con urgenza alle Autorità competenti  – chiude la segretaria Regionale dell’FSI – l’assunzione di personale sanitario per fronteggiare l’emergenza che sembra essersi risvegliata, destando non poca preoccupazione nelle fila di tutti i dirigenti e di tutto il personale coinvolto, destabilizzando l’intero Ospedale che oggi si è visto davanti una brutta e triste  fotografia mai vista sino ad ora, con la fila delle ambulanze durante tutto il perimetro del pronto soccorso.
Chiediamo di poter usufruire come dalla legge 937 del 23 Dicembre 1977 art.1 comma 1 lettera A dei giorni di riposo, consapevoli che nessuno dei dipendenti si è mai tirato indietro, anzi con senso di appartenenza e abnegazione hanno sempre lavorato e garantito l’efficienza delle prestazioni al massimo delle loro capacità, anche non rispettando le norme in materia di sicurezza.
Chiediamo che la retribuzione degli straordinari lavorativi avvenga attraverso le prestazioni aggiuntive, come segno di valorizzazione del personale e motivato.
Chiediamo l’attribuzione  dell’indennità di malattie infettive anche per tutte le Unità Operative di tutti i Pronto Soccorsi della Sardegna, quale segno di valore e premio, a chi in tutti questi mesi di emergenza, ha portato avanti con responsabilità una emergenza mondiale mai vista prima”.

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