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Pro s’iscola sarda: a Sassari un convegno per affrontare la questione scolastica in Sardegna

19510301_10211876136850604_2751811516440140101_nSassari, 28 giugno 2017. Si è svolto domenica scorsa, nella sala Auditorium del Carmelo, in viale Umberto, un convegno dedicato ad affrontare temi e criticità della scuola in Sardegna. Riportiamo il comunicato del Fronte Indipendentista Unidu sull’evento.

«Il cartello di organizzazioni indipendentiste e civiche che fa capo a Sa Mesa pro s’Alternativa Natzionale (Fronte Indipendentista Unidu, Sardigna Libera, Sardigna Natzione, Progres, Gentes) ha organizzato a Sassari un’importante giornata di lavoro sulla scuola sarda. La Mesa aveva già lanciato l’idea di un manifesto “pro s’iscola sarda”. La bozza del manifesto, presentata in conferenza stampa ad Oristano a fine marzo scorso, lanciava un appello a tutta la società sarda e in particolare ai lavoratori della scuola per un vero diritto allo studio che «in Sardegna, non può essere affidato ad una istituzione scolastica che ha come obiettivo la destrutturazione culturale dei sardi». La Mesa Natzionale ha continuato a lavorare in questi mesi di fine anno scolastico, arrivando a tracciare un percorso politico e culturale preciso che ieri ha iniziato a dare i suoi primi frutti.

La giornata di lavoro è stata aperta da un vibrante intervento dell’antropologo Bachisio Bandinu che ha riflettuto sul rapporto tra la scuola “propria” (cioè quella istituzionale e centralista controllata dallo stato) e la scuola “impropria” (cioè quella delle comunità e del territorio) e ha proposto una riforma culturale che porti a capovolgere la concezione del sapere: non più dai concetti generali all’esperienza, ma dall’esperienza viva delle comunità ai concetti. Subito dopo si sono formati i tavoli di lavoro con la formazione di workshop tematici introdotti da facilitatori esperti: Marina Spinetti (insegnante), Maurizio Onnis (autore di testi scolastici), Ninni Tedesco (insegnante), Alessandra Ruggiu (pedagogista), Alessia Etzi (Provincia del Medio Campidano), Alessandro Mongili (docente universitario), Davide Pinna (studente).

Le idee di facilatori e partecipanti ai gruppi di lavoro sono state raccolte dall’organizzazione e serviranno per pasare alla prossima fase che inizierà dopo la pausa estiva: quella della scrittura di una proposta di legge sulla scuola sarda che tenga conto delle linee politiche della giornata di ieri e delle tante proposte avanzate.

In sintesi, dai lavori di ieri, è emersa non solo l’esigenza di inserire la storia e la lingua sarda nel curricolo scolastico, ma anche di dare un’adeguata formazione alla classe docente di ogni ordine e grado, di preparare i materiali didattici in sardo e di lavorare con le mense a filiera corta puntando sulla cultura alimentare che è insieme cultura economica, nutrizionale e linguistica. In sala erano presenti anche esponenti dell’associazione Sardos che recentemente hanno avanzato una proposta di legge per inserire la storia sarda nella scuola, individuando fondi già prevista per il triennio che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Si va dunque verso una convergenza di tutte le organizzazioni indipendentiste e sardiste sul tema “scuola sarda”. Ripartirà dunque da qui il “fronte unito dell’autodeterminazione della Sardegna”?» 

Pro s'alternativa Natzionale

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