28032020Ultime notizie:

Peru (UDC Cambiamo!). Una proposta di legge per garantire la futura permanenza dei neolaureati nel sistema sanitario regionale

Cagliari, 5 marzo 2020. “Vogliamo che i nostri laureati in medicina possano specializzarsi e rimanere e lavorare negli ospedali sardi. Per questo abbiamo deciso di presentare una proposta di Legge in materia. Borse di studio aggiuntive regionali per l’accesso alle specializzazioni dei laureati medici sardi ed una serie di requisiti ed obblighi per garantire la loro permanenza nell’isola e nel nostro Sistema Sanitario Regionale. Sono questi gli obiettivi della proposta discussa ieri in Commissione sanità e che verrà portata oggi all’attenzione e al voto del Consiglio regionale”. L’iniziativa è stata illustrata dal relatore della Legge in Commissione, il Consigliere regionale del gruppo UDC Cambiamo! Antonello Peru. “Insieme ai colleghi del gruppo consiliare e all’onorevole Giorgio Oppi, suo primo firmatario, abbiamo deciso di intervenire – spiega Peru – in una materia, quella della formazione specialistica medica post laurea che, a seguito dell’introduzione del concorso unico nazionale, vede penalizzati in un colpo solo i nostri specializzandi ed il nostro sistema sanitario, costretto ad assistere senza poter far nulla alla continua fuga dei nostri laureati in altre realtà nazionali. Con questa legge vogliamo garantire ai nostri laureati in medicina di poter godere di un’adeguata formazione specialistica ma anche favorire la loro permanenza in Sardegna. Per farlo abbiamo prima di tutto aumentato le risorse per attivare i cosiddetti “contratti aggiuntivi regionali”, prevedendone il finanziamento per l’intera durata dei corsi di specializzazione. Ma, come detto, abbiamo fissato anche alcune importanti novità. Primo fra tutti il requisito della residenza in Sardegna. I medici, abilitati all’esercizio della professione e utilmente collocati nella graduatoria di cui al Decreto Legislativo 368/1999, devono essere stati residenti in Sardegna da almeno dieci anni anche se non continuativi nel ventennio precedente alla data di scadenza della presentazione della domanda. Gli assegnatari dei contratti aggiuntivi dovranno svolgere l’attività professionale di formazione specialistica nelle sedi individuate congiuntamente dalla Regione e dalle Università per tutta la durata del contratto con possibilità di avvalersi di strutture extra rete formativa sia italiane che straniere. Successivamente al conseguimento della specializzazione, dovranno prestare la propria attività nelle strutture del Sistema Sanitario regionale per un periodo di cinque anni negli otto anni successivi al conseguimento della specializzazione. Una proposta che a nostro parere può colmare le attuali gravi carenze e consente ai nostri laureati opportunità ad oggi quasi precluse permettendo di creare le condizioni per garantire un adeguato turn over nel nostro sistema sanitario”

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