22102017Ultime notizie:

Paziente psichiatrico aggredisce personale del 118. La denuncia della FSI di Sassari

RizzedduSassari, 24 aprile 2017. L’ennesimo caso di aggressione verificatosi qualche giorno fa presso la struttura di Rizzeddu, ha riacceso la polemica sulla sicurezza degli operatori sanitari. Ad alzare la voce la segretaria territoriale della Federazione dei Sindacati Indipendenti Mariangela Campus che ha espresso indignazione per l’episodio di aggressione nei confronti del personale del 118.
“L’episodio, di cui si è avuto notizia solo oggi – sottolinea la Campus – è avvenuto in data 21 aprile alle ore 19.15: un’auto medica del 118 è stata inviata a Rizzeddu presso Comunità protetta “I Mandorli” per un intervento su un loro ospite molto violento che in precedenza aveva tentato di picchiare il personale in servizio nella comunità. Era stato sollecitato alla centrale l’invio delle forze dell’ordine data la situazione poco equilibrata, ma l’individuo improvvisamente ha sferrato una serie di pugni al viso al personale che gli stava prestando assistenza. Ne ha fatto le spese maggiori un medico al quale è stato refertata una frattura delle ossa nasali. 

Ci si chiede dove siano i medici della struttura? Possibile che debbano intervenire il servizio territoriale di emergenza? 
Perché su un paziente psichiatrico, noto e violento, non sono state inviate prima o, almeno contemporaneamente, le forze dell’ordine dato che il personale 118 da solo non ha la possibilità di contrastare e contenere chi esercita atti violenti? 
Crediamo che alla base vi sia anche una carenza nei protocolli operativi congiunti di intervento tra 118 e forze dell’ordine: colmando tali carenze procedurali si garantirebbe maggiore sicurezza e serenità nell’esercizio professionale a chi tutela diritti fondamentali dei cittadini.” 
La FSI-USAE ha inoltre colto l’occasione per porgere la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’aggressione assicurando che “questa organizzazione sindacale continuerà a vigilare su queste situazioni critiche molte delle quali non arrivano alla cronaca e chiediamo agli enti ci competenza che si adottino delle forti misure per evitare in futuro episodi simili.”

 

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