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Muros, il Rendiconto di gestione 2015 si chiude in disavanzo: il Sindaco invia tutto alla Corte dei Conti

federico-tolu-sindaco-di-muros-2Muros, 28 settembre 2016.  Il disavanzo ammonta a 416.417,39 euro. E’ questo l’importo, in negativo, con il quale il Consiglio comunale di Muros, riunitosi il 14 settembre scorso, ha approvato la deliberazione n.41/2016. Una delibera che rettifica significativi dati contabili – afferma il Sindaco Federico Tolu – di un bilancio consuntivo già approvato dalla precedente amministrazione, ma che presentava gravissimi errori ed è per questo che è stata immediatamente inoltrata alla Corte dei Conti della Sardegna affinché faccia chiarezza in merito ad eventuali responsabilità. Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’intervento del Sindaco Tolu in occasione della riunione di Consiglio.

“Sono passati tre mesi dall’insediamento di questa nuova Amministrazione e da subito abbiamo riscontrato una serie di vicende problematiche, sia sul piano organizzativo per quanto concerne le risorse umane, sia interne che esterne, che sul piano finanziario e amministrativo in generale. L’ente, negli ultimi cinque anni, è stato oggetto di una serie di operazioni politiche e finanziarie che oso classificare a dir poco “irresponsabili” e poco trasparenti che hanno decretato una situazione di paralisi trasversale a tutte le attività amministrative. Allo stato attuale, possiamo dire con certezza che le casse comunali sono state utilizzate come un vero e proprio bancomat dal quale, una serie di personaggi avvicendatisi a vario titolo, effettuavano operazioni finanziarie senza tenere conto delle minime regole di contabilità e portando pian piano il Comune di Muros alla situazione attuale, per la quale sono in corso diversi accertamenti da parte della magistratura contabile che ha aperto diverse istruttorie, già da tempo, alle quali l’ente non si è mai preoccupato di rispondere.

Una serie di gravissimi errori contabili, insieme a delle scelte politiche quantomeno discutibili portano oggi l’ente ad essere in una situazione finanziaria precaria ed instabile, che sta assorbendo energie e tempo al ricostituito ufficio di ragioneria che sta comunque lavorando in maniera puntuale ed energica, sotto il coordinamento del segretario comunale, dott.ssa Gavina Cocco. Ora farò solo un quadro generale della situazione, il dettaglio sarà presentato durante la discussione dei diversi punti posti all’ordine del giorno. Questa amministrazione ha ereditato un disavanzo di 416.417,39 euro che la precedente amministrazione ha di fatto occultato, attraverso manovre contabili di dubbia trasparenza, dietro un finto avanzo di 399 mila euro. Ad oggi ne deriva l’obbligatorietà di iscrivere nel Bilancio almeno la quota pari a circa 302 mila euro che derivano dalla differenza tra il disavanzo di cui sopra (416 mila) e l’ulteriore disavanzo che già questo ente aveva maturato al 1 gennaio 2015 pari a ben 117 mila euro, per i quali è già in corso una rateizzazione trentennale di rientro. Questo importo di 302 mila di disavanzo, è stato in parte sanato attraverso la ricontabilizzazione di alcune poste contabili completamente errate, ed in parte, per 54.224,64 euro, utilizzando risorse proprie dell’ente (fondi di bilancio), che ovviamente questa Amministrazione non potrà utilizzare per adempiere al proprio programma elettorale. Questa situazione, come se non bastasse, già di per se deleteria per l’Ente, si è ulteriormente aggravata proprio in questa settimana, quando sono pervenute all’ente altre richieste per il pagamento di spese relative agli anni precedenti per le quali, in contabilità, non risultano presenti i dovuti impegni di spesa. Non si parla di certo di piccole somme:

  • Dobbiamo 38 mila euro che sono richiesti dal Comune di Golfo Aranci per retribuzioni erogate al segretario comunale nell’anno 2015 e non impegnati;
  • Dobbiamo 4 mila euro per quota di gestione ATO – Autorità d’ambito servizio idrico, per la quale non è stata mai pagata una quota dal 2012.
  • Dobbiamo 13 mila euro, più oneri, spese legali ed iva, per un importo totale di quasi 16 mila euro alla Vodafone, per un contratto capestro spacciato all’epoca come conveniente e che invece si è rivelato fallimentare, creando un debito fuori bilancio del quale discuteremo approfonditamente in seguito.
  • Abbiamo versato 3 mila euro per spese postali relative all’anno 2015.
  • Dobbiamo 10.650 euro, quale quota di partecipazione al GAL – Gruppo di Azione Locale, al quale abbiamo aderito senza impegnare la somma dovuta.

Sommati si arriva a quasi 70 mila euro di debiti fuori bilancio per i quali occorrerà trovare ulteriori risorse. Allo stato attuale potete immaginare quindi come questa amministrazione stia subendo le conseguenze negative di una sciagurata gestione finanziario-politica che costringerà amministratori e quindi cittadini, a subire passivamente sacrifici inaspettati anche molto pesanti. Abbiamo già provveduto, ove possibile, ad effettuare alcune manovre di contenimento della spesa, per esempio agendo sul personale:

  • la revoca delle posizioni organizzative, attribuite ora a noi amministratori con aggravio di responsabilità e di energie sottratte alla attività politica, con un risparmio di circa 30 mila euro annui.
  • Abbiamo riportato a gestione interna l’esternalizzazione delle buste paga dei dipendenti.
  • Abbiamo sciolto dei contratti in essere con cooperative esterne che svolgevano servizi di dubbia utilità.
  • Abbiamo attivato le procedure per il recupero di crediti verso la regione Sardegna ed il Ministero di grazia e giustizia, rispettivamente per la figura di un professionista assunto con Master&Back, che risultava a totale carico dell’ente (nonostante il contributo del 70% riconosciuto dalla RAS, ma di fatto non erogato per mancata rendicontazione), mentre per il personale in comando al Ministero la rendicontazione era stata presentata solo sino a giugno 2014.
  • Abbiamo recuperato 15 mila euro di IRAP (imposta regionale attività produttive dovuta sulle imposte dei dipendenti), a seguito della rettifica della dichiarazione errata presentata che, contrariamente, esponeva somme a debito per l’amministrazione di euro 9 mila.

Ci chiediamo come sia stato possibile ridurre un ente florido ed in attivo in queste condizioni, per usare una locuzione poco elegante, letteralmente in mutande. In questo contesto l’ente non può di certo rimanere indifferente rispetto alla gestione attualmente riscontrata, anche perché ciò che ho appena descritto vi ricordo che è solo la punta di un iceberg (abbiamo infatti verificato solo alcuni mesi di passata gestione), “lungo 5 anni”. Allo stato attuale siamo più che convinti che ci siano delle gravissime ed indubbie responsabilità politiche ed amministrative alla base di questa situazione che man mano stiamo ponendo all’attenzione della magistratura contabile e della magistratura ordinaria a seconda della natura dell’irregolarità riscontrata. Le verifiche, che ovviamente sono tuttora in corso, stanno delineando una situazione di sempre più difficile comprensione e risoluzione, come avrete potuto notare dall’ordine del giorno che questo Consiglio oggi è chiamato oggi ad approvare. Senza contare che ovviamente occorre portare avanti la gestione amministrativa e finanziaria ordinaria e, come sempre, rispondere alle esigenze dei cittadini. Tutto ciò, come potete ben immaginare, porta via tempo ed energie al lavoro prettamente politico del Sindaco, della Giunta e del Consiglio stesso che dovrebbero occuparsi di programmazione per il benessere di tutta la collettività e che invece, in questo contesto si trovano a ristabilire principi di trasparenza e legalità che rappresentano la base per poter riiniziare a lavorare. Tutto ciò personalmente non spaventa né me, né la Giunta, che si sta rivelando attenta e vicina ai bisogni della cittadinanza, che per questo ringrazio. Abbiamo assunto un impegno davanti ai nostri cittadini ed intendiamo portarlo avanti con tutte le nostre forze, anche se questo significherà andare via dall’ufficio alle 10 di sera; non abbiamo paura di lavorare: lo dobbiamo prima di tutto ai cittadini di Muros che stanno subendo questa situazione, molti a loro insaputa, ed alle nostre coscienze, che ci impongono di lavorare e far lavorare amministratori e dipendenti nella massima trasparenza e legalità”.

 

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