17092019Ultime notizie:

Lubinu replica ai Derudas: le mezze veritá sono anche mezze bugie

Pasquale LubinuA poche ore dalla pubblicazione su La Nuova Sardegna dell’articolo con il quale gli Eredi Derudas accusano il sindaco di Ossi Pasquale Lubinu di non dire tutta la verità sulla questione riguardante gli espropri dei terreni facenti parte del nascente parco di Fundone, arriva la pronta replica del primo cittadino che sul proprio profilo Facebook anticipa il comunicato stampa appena trasmesso al locale quotidiano. Queste le parole di Lubinu:

“Mi corre l’obbligo intervenire sulle dichiarazioni degli eredi Derudas apparse in data 27 aprile in quanto se si ama la veritá si dovrebbe esporre per intero le circostanze e i termini di un accordo poi non raggiunto.
Anzitutto, l’accordo procedimental
e transattivo é di competenza del Consiglio Comunale, (e non del Sindaco), il quale lo ha regolarmente deliberato ed in seguito al quale é stata adottata una delibera di variante al Puc per creare all’interno della proprietá dei Derudas una zona B di circa 800 mq la quale é poi diventata effettiva nel giugno 2011 e poi, a seguito del mancato accordo, é stata revocata nel 2012.
É vero che la perequazione urbanistica (lo scambio di una proprietá con una modifica di zonizzazione urbanistica) non costa nulla al Comune, ma é anche vero che 800 mq di zona B valgono molto di piú di 7/8 mila mq di zona H, completamente vincolata, quindi dare una rappresentazione dei fatti come se il Sindaco di testa sua abbia voluto penalizzare i sig.ri Derudas non é corretto.
Una volta chiarito che tutte le decisioni sono state assunte dal Consiglio Comunale e non dal sindaco, voglio precisare che la frase che viene riportata virgolettata da me pronunciata é incompleta e non é contestualizzata e ció la rende alquanto odiosa, mentre era una frase volta a far riflettere bene a cosa si stesse andando incontro. Le trattative con i Derudas sono durate quasi tre anni, nel 2010 la delibera dell’accordo transattivo e la variante al Puc pubblicata nel 2011 sul Buras, e poi 2012 la revoca delle due delibere precedenti per mancato accordo. Al momento di firmare gli atti i Derudas hanno affermato di aver inteso che la zona B di 800 mq non permutava tutta la loro proprietá, ma solo quella su un lato del fiume, cioé circa la metá del totale, al che feci notare che in tal caso il valore dello scambio sarebbe diventato sproporzionato a loro vantaggio, infatti una zona H vale a malapena 3/4 euro al mq mentre una zona B vale 126 euro al mq, ma di fronte al loro rifiuto di concludere l’accordo, in presenza della Giunta Comunale, ho affermato: “Voi avete vinto al superenalotto e non ve ne siete accorti! Noi il parco di Fundone lo realizzeremo comunque, vi esproprieremo il terreno e ve lo pagheremo una miseria”, cioé come prevedono le leggi e quindi molto meno rispetto agli 800 mq di zona B. La mia affermazione, quindi, non era una minaccia ma una semplice constatazione, di ció che prevede la legge, in caso di esproprio.
Il riferimento agli 83 intestatari e non alle 21 ditte catastali da me proposto é dovuto al semplice fatto che se un terreno appartiene a tre fratelli, per raggiungere un accordo occorre dialogare con tutti e tre e quindi volevo indicare semplicemente l’alto numero di contatti necessari per concludere positivamente le cessioni volontarie.
Da tutta questa vicenda se devo rimproverarmi un errore, é quello di aver perso tre anni a cercare un accordo (2010-2012) mentre giá dall’inizio si sarebbe dovuto procedere con gli espropri. Faccio notare poi che prima dell’articolo 42/bis del Testo unico sugli espropri, c’era l’articolo 43 e la Corte Costituzionale lo ha dichiarato incostituzionale ed é stato sostituito dal 42/bis, qualora dovesse accadere nuovamente il Parlamento indicherá cosa fare con un’altra legge, non certo con la demolizione di un’opera pubblica e la restituzione del terreno.
La veritá quindi sta nel fatto che gli eredi Derudas, stanno difendendo legittimamente i loro interessi, e la loro proprietá, mentre io difendo legittimamente gli interessi del Comune di Ossi e della cittadinanza di Ossi. La permuta con 800 mq di zona B con la zona H era a costo zero per il Comune ma anche vantaggiosissima per i Derudas, aver preteso che tale accordo valesse per metá del terreno e non per tutto ha fatto saltare l’accordo e, purtroppo, era uno di quegli accordi irripetibili, per diversi motivi e circostanze, che una volta sfumato non é piú riproponibile, io ne ero consapevole da subito, da qui la mia frase riportata sopra.”

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