18082017Ultime notizie:

Chi sono i responsabili della morte di Doddore Meloni? Una riflessione di Giovanni Fara

19875433_1818683221689901_7874255613518086332_nSassari, 7 luglio 2017. La morte di Doddore Meloni continua a destare perplessità e indurre considerazioni di vario tipo, legate alle responsabilità di chi avrebbe dovuto tutelare la salute dell’uomo che, incarcerato a fine aprile, aveva da subito annunciato la sua intenzione di iniziare uno sciopero della fame in segno di forte protesta contro quella detenzione che riteneva profondamente ingiusta.
Giovanni Fara, coordinatore del territorio di Sassari del Fronte Indipendentista Unidu, ci invita ad una attenta riflessione sollevando alcune questioni proprio in merito a queste responsabilità. 

«Sulla morte di Doddore Meloni sono poche le cose che mi sento di dire. La sua era una figura controversa e il suo modo di agire discutibile, tuttavia la notizia della sua morte mi ha profondamente scosso. Non sono riuscito a credere che la sua detenzione potesse portare sino a questo punto. Ho pensato che uno Stato civile, avendo il dovere di salvaguardare la salute di tutti i suoi cittadini, avrebbe senz’altro costretto Meloni ad una alimentazione forzata, non mettendone a rischio la vita, se non altro per l’attenzione che cresceva attorno alla sua protesta. Così non è stato. 
Lo Stato ha voluto ricordarci, casomai ci fossimo illusi che la giustizia e la pietà in Italia siano valori reali, di quale trattamento è capace di riservare a coloro che non ne riconoscono l’autorità, a coloro che vi si oppongono perché antagonisti, comunisti, anarchici, indipendentisti, antimilitaristi, disubbidienti che non intendono uniformarsi alle sue regole. 
L’indifferenza può portare alla morte dentro le carceri italiane e la persecuzione, l’intimidazione poliziesca quando non la tortura, praticata dai suoi apparati repressivi nelle sue prigioni, nei suoi ospedali, nelle sue aule di tribunale è sempre finalizzata al mantenimento dello status quo. Meloni però non rappresentava un vero pericolo per lo Stato. Meloni è stato imprigionato per reati fiscali ma la sua protesta non poteva essere tollerata ed è morto per questo, per il cinismo dei suoi carcerieri, degli aguzzini con addosso una divisa, dei magistrati e degli alti rappresentanti delle istituzioni che non hanno voluto saperne di salvare la vita ad un settantaquattrenne che rifiutava cibo e acqua da oltre sessanta giorni. Me li immagino sorridenti e soddisfatti con le loro carte tra le mani a dimostrare che le regole le hanno fatte rispettare, nella convinzione di aver vinto loro, avendo lasciato morire di fame un uomo per affermare la superiorità e la forza dello Stato che rappresentano, contro uno che, a torto o a ragione, le loro regole proprio non le voleva riconoscere. Sono loro ad avere ucciso Meloni. È lo Stato italiano che lo ha ucciso, è di questo che si deve chiedere conto.»

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