17092019Ultime notizie:

Fundone, una spina nel fianco tra incuria e vandalismo

Ossi, 19 agosto 2019. Era l’anno 2015 quando l’amministrazione uscente, guidata dall’ex sindaco Pasquale Lubinu, procedette in fretta e furia ad inaugurare il Parco di Fundone. Mancavano ancora parecchie cose per essere considerato a norma, ma le elezioni incombevano e non si poteva di certo perdere un’occasione così ghiotta.
Altrettanto in fretta e furia l’amministrazione entrante, guidata dall’attuale sindaco Giovanni Serra, procedette alla chiusura del Parco fino al completamento dei lavori di messa in sicurezza di tutto il complesso. Passò un altro anno e mezzo prima che, con l’ordinanza n. 47 del 28 dicembre 2016, Serra revocasse l’ordinanza di chiusura del Parco rendendolo fruibile alla cittadinanza.
Divise su tutto, o quasi, vecchia e nuova amministrazione comunale erano comunque d’accordo su un punto: il parco doveva essere affidato in gestione ad un soggetto che fosse in grado di valorizzarne tutte le potenzialità. In una intervista pubblicata dal quotidiano locale La Nuova Sardegna il sindaco Serra dichiarava che il parco richiedeva “una gestione oculata, esperta e lungimirante da affidare ad un aggiudicatario con disponibilità di risorse economiche e tecniche per attivare delle iniziative che stimolino cittadini ed utenti ad usufruirne compiutamente”.
Nell’aprile del 2017 l’ufficio tecnico comunale ha finalmente chiuso l’iter per l’affidamento in gestione del parco. Nessun operatore di Ossi si è presentato e la gestione è andata ad una cooperativa ploaghese.  

Ad oggi, di fatto, la struttura non è mai decollata. Ad eccezione di qualche sporadico evento, in occasione del quale si effettua il taglio dell’erba, per buona parte con mezzi e personale del Comune e limitatamente alla zona interessata dalla manifestazione, la manutenzione è praticamente inesistente.

Quel che rimane delle piccole costruzioni di legno presenti nel Parco sono il risultato di un perfetto mix di incuria e vandalismo. Gli infissi e le ringhierine non ci sono più e manca poco perché l’erba vi cresca dentro. I fogli di guaina bituminosa impermeabilizzanti posti a protezione dei tetti sono ormai sollevati in più punti.

Ancora più pericolosa è la totale assenza di manutenzione nella parte che dalla strada di Badde degrada verso il Parco, dove l’erba, ormai, ha raggiunto altezze considerevoli. Al di là del lato estetico pare che sia stato anche totalmente sottovalutato il rischio incendi. Si tratta della stessa zona nella quale sono ancora presenti le coperture, probabilmente in eternit, delle vecchie costruzioni adibite al ricovero degli animali.
Manca inoltre un’area recintata dedicata ai cani e molti proprietari, evidentemente poco dotati di senso civico, non si curano minimamente di raccogliere le deiezioni dei propri amici a quattro zampe, per cui, camminando, si rischia continuamente di calpestare i loro escrementi.

Risulta inoltre del tutto incomprensibile la periodicità, se mai vene fosse, con la quale viene effettuato il ritiro dei rifiuti. Diverse segnalazioni sono arrivate in questi anni alla nostra redazione ma, nella speranza fosse solo una questione di tempo, abbiamo sorvolato ed atteso in più di un’occasione.
Constatato però il perdurare della situazione non possiamo più attendere e invitiamo i soggetti coinvolti in detto processo a  darsi da fare nella speranza che il nostro intervento possa in qualche modo servire a smuovere quei meccanismi necessari per portare ad una piena ed efficiente fruizione del Parco da parte di chi, in fondo, quel parco lo ha pagato, cioè i cittadini di Ossi.

 

 

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