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FSI-USAE: Super-manager ATS fa rima con padrone. Stipendi favolosi, tagli selvaggi e trattamenti quasi disumani per il personale

Mariangela Campus 16122017Sassari, 18 ottobre 2018. “La gestione padronale delle ATS della Sardegna da parte dei super manager dagli stipendi d’oro deve finire al più presto. Il caso dei lavoratori che per importanti motivi familiari hanno chiesto il trasferimento all’interno dell’ATS, tra questi lavoratrici madri e titolari di 104, nel mese di Maggio 2017- Direttore Generale ATS Sardegna Dott. Moirano con direttiva che prevede la mobilità all’interno dell’azienda unica di personale titolare di Legge 104 senza necessità di determina, ma con un semplice ordine di servizio, disattesa dalle varie aree tranne Sassari. E’ emblematico dell’indifferenza che caratterizza questi dirigenti (profumatamente pagati da noi), piazzati sui loro scranni da una moribonda maggioranza regionale. Faremo tutto il possibile per denunciare questo scandalo e scardinare le scriteriate logiche di potere che danneggiano il personale e gli utenti“ tuona la Segretaria territoriale dell’FSI-USAE Mariangela Campus.

“Le delibere aziendali, finalizzate all’acquisizione di personale attraverso la mobilità da altri enti verso l’ATS Sardegna sembrerebbero escludere senza motivo i dipendenti ATS, ecco perché chiediamo a gran forza (abbiamo anche inviato diverse missive ) anche la mobilità interna aziendale al fine di consentire ai dipendenti, possedenti i requisiti, di potersi finalmente avvicinare alla propria residenza ed alle proprie famiglie”.

Diversi lavoratori infatti, da oltre cinque anni hanno fatto richiesta di trasferimento per importanti motivi familiari, ma le loro istanze, ad oggi, continuano ad essere ignorate causando significativi malesseri sul luogo di lavoro oltre al costante disagio di restare lontani dai loro cari per tanti anni, in una vana attesa per il ricongiungimento, ormai logorati e senza speranza.

Eppure i super-pagati-manager dimenticano che le assunzioni di personale attraverso mobilità esterne, verso l’azienda, sono comunque, di fatto, nuove acquisizioni di personale le quali, dovrebbero effettuarsi soltanto dopo aver concesso al personale già presente, la possibilità di poter cambiare sede dopo tanti anni.

La burocrazia, che notoriamente non brilla per umanità, in questo caso si accartoccia su sé stessa diventando aberrante e disumana. Le richieste di trasferimento infatti, indicano sedi i cui responsabili hanno comunque fatto richiesta di potenziamento, per vie brevi o formalmente, poiché il profilo professionale dei richiedenti risulta appunto scoperto, anche se previsto, in organico. Il mondo al contrario insomma.

 “La beffa inoltre è che il nuovo Regolamento del Personale ATS prevederebbe la mobilità ordinaria a domanda dei singoli interessati, ma la realtà è che per spostarsi all’interno della Azienda Unica (si fa per dire) l’unica modalità è attendere un bando aziendale, che a detta dei funzionari preposti non è assolutamente allo studio. Sono state rigettate istanze di mobilità presentate da alcune lavoratrici madri che, al telefono, si sono anche sentite dire che se intanto godevano di avvicinamenti temporanei erano da considerarsi “fortunate”, come se certi diritti fossero privilegi”.

“L’Azienda Unica sarda insomma, è di fatto unica solo sulla carta e nelle parole altisonanti dei super manager e dell’Assessore che sciorinano risparmi di spesa mascherando tagli selvaggi come riorganizzazioni di servizi. Moirano però, direttore generale dell’Asl unica, ha riaperto i bandi per la mobilità esterna per Infermieri ed OSS dichiarando che farà ritornare a casa centinaia di sardi: Tutto ok, ma prima certe storture interne vengano immediatamente sanate; quale buon padre di famiglia infatti aprirebbe le porte di casa al mondo esterno se prima non mette a posto ciò che si trova al suo interno? In caso contrario si dimettano tutti”, conclude Mariangela Campus, Segretaria territoriale della Federazione Sindacati indipendenti USAE.

 

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