13082020Ultime notizie:

FSI-USAE, rinnovi dei contratti del personale medico dell’Istituto Penitenziario di Uta nel rispetto delle norme

Sassari, 11 luglio 2020. Le segnalazioni che pervengono al sindacato FSI, relative alla riorganizzazione della medicina dei servizi presso il carcere di Uta e l’IPM di Quartucciu, in contrasto con le linee guida regionali sono ormai quasi quotidiane. In proposito abbiamo inviato urgentemente una lettera al Commissario Straordinario Dott. Steri, al Direttore Sanitario dott. Locci

e, per conoscenza all’Assessore regionale alla Sanità dott. Nieddu” spiega la Segretaria nazionale confederale dell’FSI-USAE Mariangela Campus.

 La turnazione attuale nella medicina dei servizi avviene con la ripartizione della giornata in 6 e 12 ore la mattina (08.00-14.00), il pomeriggio (14.00-20.00) e la notte (20.00-08.00), poi i festivi e i prefestivi in 12 ore. La distribuzione delle mattine, pomeriggi e notti avviene secondo un principio di rotazione ed equità. Nel caso specifico, il responsabile vorrebbe: affidare ai medici in convenzione la presa in carico dei singoli detenuti come se, gli stessi, fossero medici di medicina generale; definire la giornata lavorativa, dei medici che hanno 17-20-24-26 ore settimanali (il maggior numero di ore), in di 4 ore e più ore/die con la presenza costante, per almeno 4 giorni continuativi a settimana. I  medici di Medicina Generale che completano il loro orario con le ore della medicina dei servizi, sono obbligati, secondo il responsabile, all’impegno dei quattro giorni consecutivi in carcere, ovvero diventando “medici di famiglia in carcere”.  

É stata indetta, dalla Responsabile Dott.ssa Frau, degli Istituti penitenziari di Uta, Quartucciu e Isili una riunione alla presenza di tutti i medici, compreso il responsabile che non ha sortito alcun effetto. Il 18 maggio viene presentato dal Dott. Fei  il suo progetto  riguardante“la Riorganizzazione del Carcere”, questo nuovo assetto contrasta con le linee guida regionali e sorge  il dubbio sulla fattibilità per diversi motivi, per esempio:

le linee guida prevedono, per le carceri con una media di detenuti superiore ai 200, la presenza dell’ H24, che deve essere effettuato solamente da un medico della medicina dei servizi o da un medico dipendente. Sicuramente non ci sono sufficienti medici dipendenti, e non si può affidare il compito ai medici del 118, che per loro contratto, non possono fare altro che urgenze ed emergenze, e quindi non è previsto che vedano un nuovo detenuto;

il turno di mattina o del pomeriggio, secondo il programma Fei, avrebbe tre/quattro medici a ciascuno dei quali andrebbe attribuito un  agente di polizia penitenziaria ed un infermiere (da destinare per tutto il turno di visita),  ma l’organico non lo permette facendo rischiare al medico di restare da solo con una cinquantina di detenuti, con il pericolo di essere sequestrato od altro.

Questo modello prevede una parcellizzazione dell’orario di presenza del medico della medicina dei Servizi checomporterà un maggior numero di accessi e di conseguenti rimborsi chilometrici per i medici. Chi li pagherà, visto che i fondi non basteranno ? Oltretutto, i medici convenzionati per la medicina dei servizi svolgono altre attività professionali in altre sedi di lavoro, che gli verranno impedite o limitate dalla parcellizzazione dell’incarico. Chi li indennizzerà?

Tutto ciò, altera i singoli equilibri e renderà impossibile lo svolgimento di ulteriori attività che venivano svolte precedentemente, con conseguente danno da lucro cessante.

Infatti, secondo il nuovo progetto-FEI non sarebbe possibile scambiare i turni  né recuperare il turno non effettuato per motivi di forza maggiore provocando così una ulteriore perdita economica.

“Il comitato aziendale che si è riunito per discutere della riorganizzazione del carcere a tutt’oggi non ha prodotto alcun esito.

Chiediamo quindi un intervento risolutorio tenendo presente che la riorganizzazione del carcere avverrà dopo il 14 luglio a seguito del rinnovo dei contratti dei medici” conclude la Segretaria nazionale confederale dell’FSI-USAE Mariangela Campus.

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