28032020Ultime notizie:

FSI-USAE: Provvedimenti urgenti per risolvere il problema del 118 di Sassari, aggravato dall’emergenza coronavirus

 “ Da quando il personale infermieristico è stato trasferito in Areus (con decisione unilaterale), ha perso ogni dignità: l’azienda infatti  non corrisponde alcuna indennità”

Sassari, 6 marzo 2020. “Il sindacato FSI-USAE chiede che vengano presi dei provvedimenti urgenti per risolvere il problema del 118 di Sassari. Con l’emergenza coronavirus gli infermieri sono in prima linea, ma purtroppo non sono trattati adeguatamente dall’azienda. Una situazione scandalosa che ci ha spinto a scrivere ai vertici della sanità regionale e all’Assessore regionale alla Sanità affinché intervengano immediatamente per risolvere la situazione” dichiara amareggiata la Segretaria territoriale dell’FSI Mariangela Campus.

 “Dal mese di febbraio 2019 infatti – prosegue la Campus -– con decisione unilaterale, il personale è transitato dall’Azienda Tutela Salute, all’Azienda regionale Emergenza e Urgenza Sardegna. Da quel giorno il personale infermieristico praticamente ha perso ogni dignità: l’Areus non corrisponde alcuna indennità nonostante gli infermieri siano tra i più preparati, formati e aggiornati nell’ambito del panorama sanitario”.

“Dal quadro di sorveglianza del medico competente risulta che ogni giorno il  personale è esposto al rischio biologico, chimico, stradale, strutturale, da irraggiamento ed esposizione a videoterminale. Per non parlare dell’attuale emergenza da coronavirus che aggrava decisamente il peso dei rischi”.

“Con una lettera del 23 gennaio avevamo evidenziato che :

•          La mission dell’AREUS, come propria espressa definizione è di garantire, gestire e rendere omogeneo nel territorio della Sardegna il soccorso sanitario di emergenza-urgenza territoriale e tra gli obiettivi quello di riorganizzare in Sardegna il 118.

•          Con delibera n. 18 del 31/01/2019 il personale sanitario ed amministrativo delle Centrali Operative 118 di Sassari e Cagliari è transitato in AREUS proveniente da ATS.

•          Nessuna comunicazione informativa di alcun tipo, nel merito delle cose, è pervenuta al personale, che si è trovato da un giorno all’altro dipendente di un’azienda di nuova istituzione senza riferimenti di alcun genere.

•          La struttura amministrativa riguardante la gestione del personale ha rappresentato non pochi problemi per i dipendenti stessi.

•          Nella fattispecie, a tutt’oggi, non è chiaro e ben delineato il sistema di rilevazione delle ore di servizio svolte, da svolgere, il quadro ferie godute e da godere e la situazione riguardante il monte ore totale per ciascun dipendente, come facilmente desumibile dal portale del dipendente.

•          Ancor più grave, che al personale transitato in AREUS non siano state corrisposte le modifiche ad alcune indennità contrattuali come invece è accaduto per i dipendenti ATS, disagio questo che non sarebbe occorso rimanendo nella “vecchia” azienda.

•          A distanza di due anni dalla costituzione dell’azienda non si è provveduto a convocare le rappresentanze sindacali del comparto per delineare questioni di basilare importanza, quali la ripartizione dei fondi contrattuali e non sia stata convocato un tavolo di contrattazione integrativa per omologare i dipendenti alle altre aziende.

•          Non è stato delineato un percorso chiaro ed inequivocabile praticabile dal personale transitato in AREUS per un ipotetico, da molti decisamente auspicato, ritorno in ATS, se consideriamo che molti dipendenti non intendevano transitare nella nuova azienda ma avrebbero preferito rimanere nella precedente amministrazione.

“Il caos insomma e nessuna risposta è arrivata dai vertici Ats  per il personale infermieristico che  detiene un incarico di massima responsabilità (ex art. 4  del d.p.r. 27 marzo 1992) ed ancora non ha percepito la seppur minima indennità o riconoscimento. Il fatto ancor più grave, infine, è che nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, l’Areus non ha mai convocato le sigle sindacali e non ha mai dimostrato alcun interessamento, se non per dimezzare l’unica indennità contrattuale ancora rimasta. Ora è venuto il momento di prendere tutte le iniziative opportune per far finire quelli che sono dei veri e propri soprusi”, conclude la Segretaria territoriale dell’FSI Mariangela Campus.

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