26052019Ultime notizie:

FSI-USAE. “All’Ats di Sassari non permettono la mobilità interna del personale. Campus: “L’ennesimo scandalo!”

Mariangela CampusSassari, 9 febbraio 2019. “Vogliamo garantire la certezza del diritto e  tutelare le legittime aspettative dei lavoratori che da anni reclamano la mobilità. 
Lo scandalo della reiterata mancata applicazione della mobilità interna del personale di comparto conseguente alla mancata emanazione dell’apposito bando chiede giustizia. Richiesto più volte da questa organizzazione sindacale serve infatti a consentire ai dipendenti di potersi finalmente avvicinare alla propria residenza ed alle proprie famiglie. Per questo abbiamo scritto al Direttore Generale Dott.Fulvio Moirano e ai vertici dell’azienda sassarese affinché pongano la parola fine all’ennesima stranezza che favorisce pochi e danneggia molti”, dichiara infuriata la Segretaria territoriale dell’FSI-Usae Mariangela Campus.  

Diversi dipendenti infatti da oltre cinque anni hanno fatto richiesta di trasferimento, da un area all’altra, per importanti motivi familiari, le richieste di mobilità interna poi, ad oggi, continuano ad essere ignorate causando ormai significativi malesseri sul luogo di lavoro oltre al costante disagio di stare lontano dai propri cari per tanti anni sempre in attesa di un ricongiungimento ad essi. Mariangela Campus denuncia inoltre che vengono ignorate le richieste di mobilità per legge 104/92, come prevede la circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n.13/2010 e la Direttiva del 12/05/2017 dell’ATS stessa, per il trasferimento del dipendente alla sede più vicina della persona da assistere. 

Questi signori dimenticano che le stabilizzazioni e le assunzioni di personale attraverso mobilità esterna verso l’azienda, sono comunque, di fatto, nuove acquisizioni le quali, dovrebbero effettuarsi soltanto dopo aver concesso al personale già presente, la possibilità di poter cambiare sede dopo tanti anni. Questo si chiede per limitare i disagi dei dipendenti, con la predisposizione di graduatorie che tengano conto di anzianità, percorsi di formazione e carichi familiari.

“Già nel maggio del 2018 scorso denunciammo la situazione di tante professioniste in tutti i campi della Sanità che ogni giorno si spendono per i cittadini con competenza e passione, e che debbono gestire vite private in equilibrio tra tate, asili, supporto familiare (le fortunate che lo hanno), anziani o malati da accudire, turni massacranti e magari centinaia di chilometri da percorrere ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro. Anche all’epoca si era in attesa di un bando aziendale sulla mobilità che non è mai arrivato.

La gestione del personale presso l’Ats sta diventando un emergenza sociale, persone che pur di non perdere l’opportunità di un posto di lavoro a tempo indeterminato, spendendo al mese circa 500euro di benzina per raggiungere il luogo di lavoro.

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