23092018Ultime notizie:

FSI, “Giù le mani dal personale dalle Centrali Operative 118”

Sul servizio multimilionario dell’elisoccorso riposte le speranze di aumentare l’indice di gradimento di questa maggioranza fallimentare che ha posto in essere una politica sanitaria disastrosa. Uno scontro politico senza quartiere che mette in cattiva luce decine di seri professionisti ed un sistema che da sempre, nonostante le carenze, è il fiore all’occhiello della sanità isolana. 


Mariangela CampusSassari, 12 settembre 2018.
 Il sindacato FSI USAE scende in campo in difesa della dignità e della professionalità del personale infermieristico e medico delle Centrali Operative 118. Decine di infermieri e medici lavorano quotidianamente 24 ore su 24 nelle Centrali Operative; ricevono centinaia di chiamate di soccorso ogni giorno e gestiscono altrettanti interventi coordinando tutte le ambulanze diffuse sul territorio e da qualche tempo anche i tre elicotteri sanitari attivati lo scorso luglio in seguito al mega appalto milionario di cui già molto si è parlato. “Proprio a questo proposito la ragione del nostro intervento – spiega la Segretaria territoriale dell’FSI Mariangela Campus – Da qualche tempo quotidianamente sui giornali regionali e sulle testate giornalistiche on line l’argomento elisoccorso è onnipresente: da un  da un lato gli esponenti della maggioranza in Regione, che probabilmente nell’attuazione del servizio di elisoccorso hanno riposto le speranze per aumentare l’indice di gradimento elettorale, vista la politica fallimentare in materia sanitaria derivata dalla riforma generata dalla Legge 17/16 ; dall’altro lato l’opposizione, che invece è molto critica e proprio nell’elisoccorso ha individuato l’argomento chiave per evidenziare le grosse carenze esistenti nella nostra regione”. Dal canto nostro già da tempo con un comunicato stampa avevamo evidenziato il nostro disappunto verso questo servizio; avevamo parlato di incomprensibili e irrazionali criteri di selezione del personale, di inadeguatezza delle strutture accessorie per consentire un funzionamento ottimale di un servizio che costa dieci milioni di euro all’anno. Ovviamente l’assessore attuale, come sua abitudine più volte dimostrata, ha continuato a testa bassa per la sua strada, noncurante di qualsivoglia appunto che non fosse in linea con il suo modus operandi, ed il servizio è comunque partito con enormi carenze che puntualmente vengono oscurate, a favore delle più esaltanti e poetiche immagini di eroi dell’aria che scendono dal cielo come angeli salvando vite umane a frotte. 

Tutti gli episodi sfuggiti al controllo e finiti sui giornali invece evidenziano che questo servizio è proprio tale e quale a come noi lo avevamo descritto: abbiamo tre Ferrari, è vero, ma non abbiamo i piloti per vincere le gare, abbiamo soltanto strade bianche su cui farle gareggiare, non abbiamo meccanici sufficienti per i pit stop. Tutti gli episodi riportati sui giornali evidenziano che le carenze ci sono e sono gravissime. Iniziamo dai piloti, ad esempio, che pur essendo estremamente capaci e professionali non conoscono il territorio e sono abituati a volare nel nord Italia, laddove i servizi esistono, funzionano bene e consentono a dei gioielli come quelli forniti dall’Airgreen di operare in maniera ottimale. Qui da noi non sono in grado di volare se non hanno prima le coordinate geografiche! Il personale sanitario: insufficiente e privo di preparazione pratica per operare nell’emergenza territoriale, se si fa eccezione per i pochi che già facevano elisoccorso negli anni addietro; la maggior parte di loro è composta da medici ed infermieri tecnicamente preparatissimi ma abituati ad operare dentro gli ospedali e non fuori; la loro formazione extraospedaliera si è limitata ad un corso di cinque giorni ed a qualche turno di affiancamento in Lombardia; la loro carente formazione sul soccorso nel territorio è tangibile e non sempre sono padroni dei protocolli operativi, delle comunicazioni e delle strategie di intervento; inoltre, essendo ancora pochi, sono sottoposti a turni di lavoro non in linea con le normative: non dimentichiamo che il servizio in elicottero si svolge durante i loro turni di riposo e di conseguenza sforano non di poco il limite delle 48 ore settimanali imposte dal DPR 66/2003. Sul personale del soccorso alpino non entriamo nel merito, trattandosi a quanto pare di “volontariato” per quanto esista una convenzione tra CNAS e Regione. Su tutto questo avremmo anche evitato di pronunciarci, lasciando alle due fazioni la prerogativa di esprimersi come meglio credono, se il tema non avesse toccato le Centrali Operative e chi ci lavora. L’articolo apparso sul giornale seguito dal servizio su Videolina, con tanto di intervista al Direttore Generale dell’AREUS Lenzotti, ci ha lasciato interdetti. In un incidente stradale, tra l’altro nel quale erano già prontamente presenti i mezzi di soccorso, i vigili del fuoco e la polizia locale, viene inviato l’elicottero di Olbia, che al momento si trovava a Sassari col personale sanitario impegnato ad accompagnare un paziente critico in ospedale. L’elicottero chiede ed ottiene dalla Centrale le coordinate geografiche, di difficile reperimento in quanto in zona priva di riferimenti esatti e quindi approssimative. L’elicottero sorvola il luogo dell’incidente a bassa quota, come riferito dagli astanti, ma pur trattandosi di un’area libera e visibile non vede le due ambulanze, il camion dei vigili del fuoco, la macchina della polizia locale, il personale a terra, i veicoli incidentati e la coda del traffico. La Centrale Operativa allora chiede ai soccorritori sul posto di fornire delle coordinate più esatte e fa accendere un fumogeno per palesare meglio il luogo, ma l’elicottero comunica che le coordinate non sono esatte e se ne torna in aeroporto perché ha esaurito il carburante. Nel frattempo intanto la Centrale ha già inviato sul posto l’automedica, che era impegnata in un altro intervento e che in pochi minuti raggiunge il luogo dell’incidente… senza coordinate.
Il tono dell’articolo e dell’intervista al dottor Lenzotti, invece evidenziano un intenzione repressiva ed inquisitoria nei confronti del personale della Centrale Operativa, reo di non aver trasmesso correttamente le coordinate. Caro dottor Lenzotti e di conseguenza chi lo ha nominato: Le costa così tanta fatica ammettere che il servizio di elisoccorso non è perfetto come vorreste far credere alla gente? Come mai cose del genere non sono mai accadute in diciotto anni di servizio di elisoccorso con i Vigili del Fuoco? Glielo diciamo noi: sul Drago c’era personale del 118 e soprattutto piloti abituati ad operare nel soccorso nonché un copilota ed un tecnico di volo esperti nel SAR e due Vigili del Fuoco SAF di esperienza e professionalità inaudite! In diciotto anni hanno recuperato e soccorso decine di persone ferite e disperse nella boscaglia in ogni condizione metereologica e, udite udite, senza le coordinate date dalla Centrale. Semplice esperienza e professionalità, per la modica cifra di 150.000 euro all’anno. Non c’erano a bordo persone tutto chiacchiere e distintivo ma lavoratori indefessi, così come nella Centrale, ora sotto l’indice per non aver consentito un nuovo articolo da sfoggiare per il vostro gioiello. Inoltre, dottor Lenzotti, vorremmo chiederle a che titolo interviene criticamente sulla Centrale Operativa, visto che la sua azienda ha attualmente una decina di dipendenti (i tre direttori e qualche altro) e sta andando avanti con personale in comando da ATS, e la Centrale Operativa non rientra nella sua giurisdizione, visto che appartiene ancora ad ATS e che AREUS, a distanza di otto mesi dalla nascita, non abbia ancora un atto aziendale. Visto che comunque, a ragione o a torto, interviene sull’operato della Centrale, lei è in grado di dirci se gli operatori di Centrale hanno una formazione professionale specifica per poter ottenere e comunicare delle coordinate ufficiali? Anche qua rispondiamo noi: no. Anzi… non solo non hanno mai frequentato un corso specifico abilitante ma neanche lo prevedono i protocolli di Centrale! Esiste un “protocollo” di attivazione dell’elisoccorso, nel quale si dice che “La Centrale comunica le coordinate” ma non specifica chi debba reperirle. Inoltre, ancora dottor Lenzotti, lei è sicuro che il sistema operativo della Centrale consenta la geolocalizzazione mediante coordinate da inviare al gestionale onde garantire l’ufficialità dell’evento? Ancora rispondiamo noi: no. Si documenti bene, visto che a breve , forse, la Centrale verrà annessa all’AREUS e non vogliamo pensare che chi comanda un servizio così complesso non lo conosca a fondo. Pertanto invitiamo chiunque metta in dubbio la capacità e la professionalità del personale medico e infermieristico della Centrale Operativa a verificare meglio e nei dettagli l’operato di una struttura e dei suoi operatori. Se ancora, dott. Lenzotti, non siete scaduti nel ridicolo dovrebbe ringraziare pubblicamente gli Infermieri e i Medici (volutamente in maiuscolo) della Centrale Operativa, la loro formazione, la loro professionalità, la loro umiltà e la loro pazienza, che come tutte le cose ha un limite. Si chieda infine per quale motivo è stato fatto partire un servizio da dieci e lode come l’elisoccorso, senza prima consolidare una rete di soccorso più adeguata a terra e nel territorio, visto che l’intera Gallura e non solo è stata lasciata con una sola auto medica e non avete neanche fatto partire le autoinfermieristiche perché volevate risparmiare (su tutto ma non sull”elisoccorso)! Si chieda come mai, vista la simbiosi con l’AREU Lombardia, come mai non è stato programmato un piano adeguato di formazione per il personale di base per migliorare la qualità del sistema, al pari dei soccorritori lombardi, mentre invece si è provveduto a diminuire il compenso per gli istruttori specializzati della Centrale, che negli anni hanno formato centinaia di soccorritori, di fatto tagliando la testa ad un centro di formazione già ben rodato, affiatato e qualificato. SI chieda come mai il personale della centrale delle basi è spossato e demotivato dal totale disinteresse delle aziende per il suo personale di punta. Comprendiamo l’importanza dall’elisoccorso, ma quando deciderete di porre mano alla base reale del sistema potrebbe ormai essere troppo tardi. Giù le mani, dunque, dai lavoratori! Abbiate la coerenza e la lealtà di chiamare le cose col loro nome! Se questo servizio fa acqua da tutte le parti fate un mea culpa senza cercare capri espiatori. FSI USAE metterà a disposizione tutte le proprie potenzialità ed energia a tutela dei lavoratori. Sulla dignità del lavoratore si è giocato ormai troppo, e la pazienza ha un limite per tutti. 

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