17092019Ultime notizie:

Ennesimo Natale di incertezze per i “nuovi precari” dell’ex Ipab di Ploaghe

SGB PloaghePloaghe, 19 dicembre 2016. Sarà il prossimo un ennesimo triste Natale per i lavoratori del San Giovanni Battista di Ploaghe. Mancano infatti solo 12 giorni alla scadenza del contratto di lavoro dei dipendenti e nulla è dato sapere sul loro futuro.
Mentre la politica locale latita, con qualche rarissima eccezione, la regione continua ad accumulare ritardi per la proposta del piano di  incorporazione per l’assorbimento e inquadramento del personale della Fondazione.

Una situazione che ha dell’incredibile da un lato per la lentezza con la quale procede un iter ben definito in tutti i suoi aspetti e dall’altro per le anomalie riscontrate. Mentre il principale quotidiano del nord Sardegna titolava ottimisticamente “Sgb, salvi i posti di lavoro svolta per il territorio” ci ritroviamo a fine anno con l’assurda precarizzazione di dipendenti che prima erano a tempo indeterminato ed oggi sono oggetto di continue inspiegabili proroghe. Mentre l’ottimismo aveva inizialmente suscitato entusiasmo nei lavoratori, si assiste ad un caso forse unico sul territorio nazionale nel quale una azienda sanitaria pubblica assume dei lavoratori applicando il contratto di sanità privata per la parte economica e quello di sanità pubblica per la parte giuridica.

Dopo anni di commissariamento, con la modifica della legge 23/2005, il decreto del 6 giugno 2016 ha finalmente estinto l’Ipab San Giovanni Battista consegnando alla ASL di Sassari beni, funzioni e 127 dipendenti che dovevano essere assunti direttamente a tempo indeterminato.

Sono trascorsi quasi sette mesi dal decreto che ha sancito il passaggio alla ASL dell’ex Ipab nel quale si leggeva che “In ogni caso la fase di riorganizzazione dell’assistenza dovrà concludersi entro 120 giorni dall’adozione del decreto di estinzione”.
Ad oggi invece né l’Assessore né il Governatore hanno dato risposte ai lavoratori e nulla è dato sapere né sul passato né sul futuro: se da un lato infatti non si sa come evolverà la situazione contrattuale dei dipendenti, dall’altro non si sa come e quando la Asl intenderà saldare il credito delle dieci mensilità pregresse vantato da molti dipendenti ed ex consulenti e se verrà o meno liquidato il TFR maturato o se verrà assorbito nelle casse della Asl.

Così, mentre la politica locale spunta fuori solo quando ci sono da dare belle notizie, o presunte tali, nelle case dei lavoratori si consuma silente la paura per un futuro incerto e senza prospettive con banche e finanziarie che negano prestiti, finanziamenti, mutui e fidi a chi lavora da una vita.

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