25052020Ultime notizie:

ATS, a rischio licenziamento 130 Operatori Socio Sanitari. La denuncia dell’FSI USAE

Oristano, 23 aprile 2020. Sono 130 gli operatori socio sanitari a rischio di licenziamento nell’ATS. A denunciarlo è ala segretaria territoriale dell’FSI USAE Beatrice Mura in una note indirizzata alla Regione Sardegna e ai vertici della più grande azienda sanitaria isolana. “L’emergenza covid-19 – si legge – ha generato a livello nazionale e regionale, diverse criticità legate alla scarsità delle risorse umane ( Medici, Professioni sanitarie e OSS) impegnate nella crisi sanitaria più gravosa dal dopoguerra ad oggi.
Nello specifico  la figura dell’Operatore Socio Sanitario -OSS – figura essenziale e indispensabile in tutti i processi assistenziali, delle diverse ASSL di tutta la ATS, non può venire meno in termini di continuità nell’erogazione dei percorsi assistenziali, in un  periodo  di estrema difficoltà, legato all’emergenza Covid-19, dove è di fondamentale importanza mantenere una stabilità nei gruppi di lavoro. Avendo affrontato, insieme a tutta l’equipe medica-infermieristica, la più grande emergenza sanitaria in Sardegna, stanno ancora contribuendo e  condividendo dei carichi di lavoro non indifferenti, turni pesanti, nonostante le forti criticità anche dei mezzi di protezione e garantendo con senso di dovere e di appartenenza  i bisogni assistenziali , risulta doveroso da parte della Regione e della ATS in virtù del proprio potere discrezionale, creare dei percorsi che possano consentire il permanere nelle Aziende, senza intaccare il proseguo dello scorrimento delle altre graduatorie e consentire l’assunzione a tempo indeterminato degli altri  candidati idonei nelle graduatorie. 
Il lavoro presente in tutta la ATS ed in tutte le Aziende della Sardegna – prosegue Beatrice Mura – è tale da consentire lavoro per tutti e poter sopperire alla grave carenza di OSS in modo encomiabile in questa fase di emergenza. Non è pensabile in un momento tragico come questo, licenziare più di cento operatori (130)competenti e soprattutto già inseriti nel mondo del lavoro e dove la loro sostituzione non risolverebbe la grave carenza degli operatori e l’efficienza dei servizi.”

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