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Abbanoa: un problema anche per me e Naomi Watts!

C_4_articolo_2129653_upiImageppOssi, 3 agosto 2017. E luce fu. Proprio ieri, di ritorno dalla tintarella algherese, ove l’acqua del Lido San Giovanni aveva le parvenze di un intruglio di bile, urina, lepidocrocite e deiezioni speziate di Shigella, Escherichia Coli e Salmonella – e secondo me, se analizzassero bene quell’acqua non mi sbaglierei poi più di tanto – è successo quello che aspettavo da una vita: Naomi Watts nuda nel mio letto, vestita soltanto di un fermaglio con cui legava i suoi biondi capelli avvolgenti. Un barbaglio iridescente, totalmente abbacinante.
<<Hey, maschiaccio, sono venuta qua per te.>> Enfatizza lei, con il suo tono roco ma sensuale.
Io, tremendamente inibito, batto tutti i record di denudazione da abiti: un secondo e tre decimi…e sono già accanto a lei: <<Eccomi, amore.>> Le barbuglio in un orecchio, mentre già inizio a immaginare quanto saranno invidiosi di me gli amici al bar: Naomi è solo mia.
<<Maschiaccio, prima di avventurarci in languori, baci e trampling, è meglio che ti tolga dal tuo corpo statutario tutta questa salsedine.>> Esclama, leggermente infastidita dalla barena che copriva le mie epidermidi. Ma come, e “sapore di sale, sapore di mare, che hai sulla pelle, che hai sulle labbra…” era una puttanata sonora?
“Orca l’oca, ma è questo il momento per bizantineggiare ed essere così minuziosa?” Penso, mentre corro verso il bagno. Corsa inutile. Niente acqua, Ossi senza acqua, la sera non esiste l’acqua, Abbanoa ha chiuso i rubinetti.
Mi precipito da lei, la casa ormai è una battigia dalle sabbie algheresi, <<Amore, aspettami cosi (s)vestita, vado a reperire dell’acqua…>>, la lascio ad aspettarmi nel letto, prendo una damigiana d’acqua e corro verso la Fontana Nuova. Pessima idea, la fila d’auto in attesa arriva fino allo svincolo di Molineddu. Rotta verso Pettu ‘e Murtas. Ci ripenso: prima di arrivarci vi sono troppi fossi sull’asfalto (?), rischio di scassarmi auto e ammortizzatori. Dove andare? L’intuizione: a Tissi a casa di un amico…anche per Tissi quest’anno è siccità. Niente acqua.
E fu così che la luce divenne opacità: ad aspettarmi nel mio letto un bel dvd sconcio e niente più.
Ma il problema in Sardegna è veramente la siccità? Balle! Come mai, solo per fare un piccolo (grande) esempio, in Florida, Texas e Arizona, nonostante il clima sia più arroventato del nostro, l’acqua non viene mai a mancare?
Risposta banale: dopo oltre un secolo in cui l’acqua era affidata a gestori misti o privati, gli Usa hanno deciso di “ritornare” alla gestione pubblica, con conseguente diminuzione di prezzi e aumento delle risorse idriche. Troppo facile farlo nel nuovo continente: i livelli di corruzione burocratica, istituzionale, politica e amministrativa (presente comunque) sono dannatamente infinitesimali rispetto a quelli italiani – ahimè, siamo terz’ultimi in Europa per corruzione percepita, e sessantesimi nel mondo (azz) – Oltre questo, i sopracitati Stati presi come esempio, si diversificano da noi – Sardegna – per un’altra peculiarità: le condotte idriche.
Secondo alcune stime risalenti a due anni fa, lo stato delle condotte sarde aveva (ha) un unico aggettivo qualificativo: disastrose. Per ogni litro d’acqua che Abbanoa immette in rete, circa il 60% viene dispersa nei meandri della terra, ove topi, ratti, pantegane, sorci, arvicole e grisatoi la fanno da padroni.
Per raccontarla in soldoni: circa 280 i milioni di metri cubi immessi all’anno da Abbanoa, 165 quelli perduti (dati riferiti dalla stessa Abbanoa). Un dato aberrante, nonostante gli impegni presi dal gestore idrico in relazione alla riduzione degli sprechi. In base ai dati forniti da Agenia Consulting (società che, per conto di alcune banche che finanziano Abbanoa, ha condotto un’analisi tecnico-finanziaria sullo stesso gestore), il 34% dei comuni sardi è sotto la dotazione minima di acqua…il 34%: quasi 300.000 persone (!).
Perciò, in base a quanto riferito da suddetta agenzia, quando si parla di siccità, ciclone Lucifero e clima torrido come ipotetiche (ahahah) cause della secchezza dei nostri rubinetti, è bene essere consapevoli che ciò non corrisponde al vero.
Quali i rimedi? Per dirla alla sarda, ah bo!, nessuno ancora lo sa (ahahah). Il mio rimedio – mio e di Naomi -l’ho trovato: vado a vivere a Siligo, uno dei pochi comuni che gestisce l’acqua in autonomia, in maniera tale che anche se rientrassi zozzo come un maialone e lercio in corpo di putrefazioni varie, sono sicuro che Naomi continuerà ad aspettarmi nel mio letto…altro che dvd sconcio.

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